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Tuteliamo la libertà di stampa

Tuteliamo la libertà di Stampa Intendo innanzitutto esprimere la mia più profonda solidarietà al Direttore Sallusti ed alle Redazioni del Giornale e di Libero , e ringraziare il Direttore Sallusti per la battaglia di civiltà giuridica e democratica coraggiosamente intrapresa. Di là dall’assurdo rappresentato dalla sopravvivenza nel codice repubblicano di norme fasciste che sanzionano con la reclusione i reati di opinione, mi lascia interdetto l’esagerato potere che ha la Magistratura, la circostanza che Essa non debba rendere conto a nessuno del proprio operato, e l’ipocrisia generalizzata con cui si dà per scontato che alcuni magistrati possano servirsi della legge per fare politica. Quanti sono i giornalisti puniti con l’arresto per reati di opinione ? Ed i Magistrati che hanno nelle varie fasi gestito il caso Sallusti, in quanti casi analoghi hanno sanzionato con l’arresto ? E le Alte Magistrature non hanno nulla da dire sul fatto che un Direttore di giornale venga definito “socialmente pericoloso “ al pari di uno stupratore che forse in Italia viene condannato con pena inferiore ai 14 mesi ? Vedo questo nostro Grande Paese cadere in pezzi, vedo che non esistono più regole, a mio avviso serpeggia una strisciante anarchia che invita ad utilizzare le norme ai propri fini e non a fare rispettare le norme, sento che è sempre più evanescente tra la gente e nei giovani il senso dello Stato. E quando cerco di individuare una causa , un responsabile , un inizio di questo degrado, giungo sempre alla medesima conclusione : a mio avviso tutto deriva da certa Magistratura che interpreta e gestisce quei ruoli e quei compiti che la Costituzione Le riconosce secondo schemi e finalità che il Legislatore Costituente non avrebbe mai immaginato e mai legittimato. A mio avviso è davvero non più rinviabile una Revisione Costituzionale che meglio definisca i rapporti tra i Poteri dello Stato, e meglio protegga il Popolo e le Istituzioni da iniziative della Magistratura che con sempre maggiore probabilità potrebbero risultare dolose o colpose. Sergio Cappiello Quarto Napoli

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