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SE I REATI RESTANO IMPUNITI, SI VA VERSO LA GIUSTIZIA "FAI DA TE"

Per arrivare a svuotare le carceri sovraffollate, lo sconto di pena, l'indulto o l'amnistia rappresentano l'unica strada percorribile? Penso proprio di no e ritengo anzi che rappresentino la soluzione peggiore sotto l'aspetto sia etico che economico. Se si tiene conto che poco meno della metà della popolazione carceraria è rappresentata da immigrati, in buona parte clandestini, penso proprio che la soluzione eticamente e anche economicamente più corretta sia quella del loro rimpatrio perché possano scontare la pena nel loro Paese di origine. Questa è la soluzione a mio avviso più giusta sia nei confronti degli italiani onesti, sia anche, e soprattutto, nei confronti degli immigrati onesti e rispettosi delle nostre leggi. E' chiedere troppo? Mi sembra che questa via sia stata assai poco esplorata e a mio avviso il Ministro degli Esteri dovrebbe darsi da fare in tal senso, attraverso accordi bilaterali tra Italia e Paesi extracomunitari. Sono tuttavia assai poco ottimista in proposito e non scommetterei su un forte impegno del Governo per una politica di questo tipo, non certo per l'impossibilità di ottenere importanti risultati concreti, ma per il rifiuto ideologico e iniquamente pseudobuonista a muoversi in questa direzione. L'impunità sancita per legge è un invito a delinquere e un'offesa per le persone oneste e per il buon senso. Essa allontana sempre più i cittadini dalle istituzioni e li indirizza verso una giustizia "fai da te", ovvero verso la legge della giungla. Con i più cordiali saluti.

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