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ANTICIPARE LA PENSIONE ALLE DONNE LAVORATRICI DI DUE ANNI PER OGNI FIGLIO

ANTICIPARE LA PENSIONE ALLE MAMME LAVORATRICI DI DUE ANNI PER OGNI FIGLIO Gentile Direttore, i figli vanno riconosciuti. Per questo motivo ritengo che sia giusto anticipare la pensione alle mamme lavoratrici. Un anticipo di due anni per ogni figlio mi pare una proposta ragionevole, a patto che l'attività lavorativa non risulti inferiore a una trentina d'anni. I figli sono i cittadini di domani, coloro che sosterranno le nostre pensioni con il loro lavoro, sono il nostro principale investimento, senza dubbio alcuno. Lo Stato italiano li ignora e ne ignora volutamente il costo, che ricade tutto sulle spalle dei genitori e sulle madri in particolare: cavoli loro, chi glielo ha fatto fare? Urge un'inversione di tendenza, la tendenza essendo ora quella dell'eutanasia di un intero popolo, che decide più o meno consapevolmente di non darsi un futuro. E' fuor di dubbio che l'onere maggiore se lo sobbarchino le mamme. Di solito, infatti, queste ultime non si fanno sostituire in famiglia da collaboratrici domestiche, se non in misura marginale, e quindi in aggiunta al lavoro "extra moenia" si ritrovano a dover fare in tutto e per tutto anche il lavoro che fanno le casalinghe. In teoria, per i nostri politici, il problema non esiste: semplicemente, le donne che lavorano dovrebbero rinunciare alla maternità. Infatti gli asili non ci sono, oppure ci sono, ma solo per chi non lavora ovvero non dichiara alcun reddito, come è il caso di moltissime donne immigrate, che, pur non avendone bisogno, riescono a far accogliere i loro figli negli asili nido. A ciò si aggiunga che non sempre è possibile contare sull'aiuto dei nonni e che lo sgravio fiscale che lo Stato riconosce alle famiglie è quasi pari a zero. La situazione è grave, ma non seria, ovvero, per essere più precisi, è semplicemente disperata. Un popolo che si amministra come il nostro è votato all'estinzione, nella propria totale indifferenza. Darwin su di noi non scommetterebbe un centesimo bucato. Perché dovremmo ignorare che le mamme lavoratrici non fanno un solo lavoro, ma due? Le donne che lavorano e hanno figli conducono una vita assai poco rilassata, che somiglia piuttosto a un percorso a ostacoli, e ogni giorno per loro è una lotta impari, sempre di corsa, trafelate, con l'occhio all'orologio impietoso. Sono donne in trincea. La nostra società si regge su di loro. Se tutte le donne che lavorano rinunciassero alla maternità, come sembrano volere i nostri illuminati politici, che hanno creato tutte le possibili condizioni per scoraggiarle, che futuro si prospetterebbe per ciò che resta del popolo italiano? Una rapida estinzione, che del resto è già in atto. Con i più cordiali saluti.

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