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Si avvicinano le elezioni e Fini, forte del suo ruolo istituzionale, riappare in TV

Gentile Direttore, dopo tanto tempo si è rivisto in TV l’on. Fini (Presidente della Camera per grazia ricevuta) intervistato da Lilli Gruber e da Massimo Franco nella trasmissione “Otto e mezzo” su La7 e poi a Ballarò. Sia la Gruber che Massimo Franco hanno fatto un’intervista a “tutta lettera”, cioè sulla ormai famosa lettera di Lavitola. E ciò è comprensibile se si pensa che tanto La 7 che il Corriere della Sera fanno il tifo per un “Monti bis” e quindi sono schierati con il duo Casini-Fini che con Rutelli diventerà presto “il trio delle facce nuove”. Ma, nonostante i due intervistatori abbiano posto domande tutt’altro che imbarazzanti, anzi molto amichevoli, l’on. Fini (Presidente della Camera p.g.r.) ha mostrato un qualche imbarazzo, al punto che ha perfino citato per ben due volte affermazioni del suo fedele scudiero, on. Bocchino, ignorando che ogni volta che questo “fine politico” apre bocca il Fli perde consensi (grazie Bocchino!). Purtroppo, come spesso accade, il tempo é tiranno e quindi i due giornalisti non hanno avuto l’opportunità di fare una domandina sulla scorta alloggiata per due mesi in un albergo al mare, sulla promessa di un anno fa che si sarebbe dimesso da Presidente della Camera (p.g.r.) solo dopo le dimissioni di Berlusconi, ritenendole forse “quisquiglie” a confronto della ben più pregnante lettera, mai spedita, del faccendiere Lavitola (lettera che, più che da un ex direttore di un giornale, sembra scritta da un ragazzino della scuola media, sia per gli errori grammaticali che per la sintassi). Nonostante abbiano fatto tutto il possibile per non mettere in imbarazzo l’on. Fini (Presidente della Camera p.g.r.) ad un certo momento questi ha avuto un attimo di defaillance, cioè quando ha affermato che il racconto di Lavitola lo aveva profondamente addolorato in quanto è stata colpita la sua famiglia (leggasi il cognato Tulliani, quel giovanotto che gira in Ferrari). A quel punto devo confessare che mi sono quasi commosso. Una cosa però non sono riuscito a capire, quando il Presidente della Camera p.g.r. ha affermato che, essendo stato anche Ministro degli esteri, ha qualche amico a livello di intelligence e ciò gli ha permesso di appurare che il famigerato documento fornito dallo Stato di Santa Lucia (e che l’On. Berlusconi avrebbe tentato di far pervenire in Italia tramite Lavitola) era una “patacca”. Ma poi ha dichiarato che aveva appreso il contenuto della lettera di Lavitola (che sarebbe stata scritta in Brasile circa un anno fa) solo pochi minuti prima mentre si recava in auto allo studio televisivo per partecipare alla trasmissione. Ma allora una domanda sorge spontanea : ma che canali di informazione ha l’On. Fini (Presidente della Camera p.g.r.) se non conosceva il contenuto della famosa lettera già noto alla stampa? A Ballarò invece ho assistito ad una penosa sceneggiata dell’on. Fini (Presidente della Camera p.g.r.) e del Presidente della Lombardia Formigoni che volevano disperatamente apparire “anime pie”, che si accusavano reciprocamente di avere la faccia tosta (unica cosa vera), che nulla sapevano degli sprechi della politica e per sprechi intendo in primis i loro emolumenti. Un ex missino e un ciellino che hanno offerto una rappresentazione in perfetta sintonia con lo squallore della politica italiana. Povera Italia! Gianni Porzi - Casalecchio di Reno (Bologna)

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