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"Fatti non foste a viver come bruti, ma...."

So che non verrò considerato per ciò che sto per dire, ma io ci provo lo stesso, perché amo la mia Patria. Quale anziano cittadino tra pari, dico a voi, egregi Signori cattedratici del Governo bocconiano, che ora siamo veramente arrivati al limite della vostra sopportazione; lo dice lo stesso vostro Preside tutto compreso in questi giorni ad apparire il santo della situazione; quasi che i fatti di malaffare che capitano tra consiglieri singoli e di gruppo delle Regioni, Province, Equitalia, Inps ed affini non siano anche conseguenza del clima di odio, rancore, sfiducia nel futuro ed impoverimento che avete contribuito ad immettere nei ceti più bassi della società tutta, dopo i vostri dotti interventi concentrati sull’aumento delle tasse. Da che siete assurti ai posti migliori del “ Grande Bigoncio” del Potere italico, senza manco sapere cosa significasse ( a mio avviso) la parola rapporti tra “ Popolo”, “Cittadini” “Società”, “Vita di comunità ”; abituati a riciclare solo gli studenti delle vostre aule anno dopo anno; senza preoccuparvi di cosa significasse essere diventati Ministri di un Paese che al vostro arrivo era si in fibrillazione economica e finanziaria, ma era ancora civile e democratico; dopo esservi scagliati come delle Arpie affamate sulla gente comune in difesa delle medio basse categorie della Società, togliendo loro anche i guadagni per la sopravvivenza, mediante l’imposizione di tasse di basso retaggio; disinteressandovi e fregandovene ( è sembrato) se quella gente fosse o meno considerata dalla Costituzione vigente o se nel Paese (nel quale anche voi vivete)) esistesse una qualche forma di democrazia. Ora, dopo quasi un anno di semi-dittatura, dovuta all’avvenuto Golpe, il vostro Duce ci viene bellamente a dire che questo popolo non ne può più! Ma cazzo ! - verrebbe da dire - vi siete accorti di noi solo ora ? ; ora che ci avete ridotto alla fame ed al degrado fisico e mentale fino a indurre alla morte molte persone per disperazione ? No, non vorrei equivocare; sono contro le categorie dei Finocchi ed affini provenienti dalla dirigenza della Puglia, con ciondoli d’oro che vorrebbero comandare nientemeno che il Paese; avete ragione, mancano di sveglia al collo. In verità ho faticato a capire del come e perché, per raddrizzare i conti del BelPaese, non avete cominciato dal taglio della spesa pubblica, come sarebbe stato equo e giusto, partendo dalle alte sfere; poi ho capito che per non inimicarvi i Parlamentari, i Politici, i Poteri considerati forti, che rappresentavano e rappresentano la vostra stessa sopravvivenza, era meglio ridurre con la lingua di fuori, camminando carponi tutta l’altra gente, indifesa, che per voi non contava niente lasciando in pace i magnati. La vostra esistenza a Palazzo Chigi altrimenti, sarebbe stata compromessa in partenza e non sareste stati osannati come i salvatori della Patria.. Evidentemente il Popolo villano non aveva da sapere tutto ciò; queste per voi erano soltanto quisquilie. Cose dell’altro mondo .Ma chi credete di essere, degli Unti del Signore ? Vedo in questi giorni i giornali scrivere parole pronunciate dal vostro Duce che non possono essere considerate umane; che parlano di raggiunta serenità (al vostro addio), che finalmente vedremo la luce…; ma quale, quella dei lumini del Campo Santo ? Di grazia, non provate un motto di repulsione per il male fatto sopportare a questo popolo sconosciuto per voi, costretto a diventare succube e suddito delle vostre imposizioni ? Ora volete anche prenderci per i fondelli, dichiarando al contrario, di comprenderci; credete che vi crediamo ? Si è vero che sono quasi ottantenne oramai, ma non mi sento ancora domo, ne scemo. Pertanto vi domando: quando ve ne andrete ? Non dimenticate mai che noi discendiamo da quel Popolo a cui uno dei nostri più grandi Padri della Patria ci disse un giorno: “Fatti non foste a viver come bruti, ma….” Ponderate, gente, ponderate. lapolide.

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