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Qualcuno tra i vertici del PDL dovrebbe chiedere al milione di tesserati che cosa pensa sul futuro d

In questi giorni gli iscritti del Popolo delle Libertà continuano a seguire le sorti del proprio partito attraverso i telegiornali. Quotidianamente qualche alto esponente del partito si lancia in arditi percorsi congetturali alla ricerca della giusta ricetta risolutiva agli affanni del Pdl. E’ triste constatare che nessuno di questi grandi luminari abbia avuto l’idea di chiedere proprio a quel milione di italiani che hanno sottoscritto solo pochi mesi fa la tessera del partito che cosa desidera alla luce degli ultimi avvenimenti per il futuro dal suo partito. Sarebbe questa la cosa più ovvia e più semplice, per un partito di autentica partecipazione e che ritiene di doversi rinnovare in maniera seria ed efficace, ciò chiedere il parere di chi, in fin dei conti, il partito lo rende tale con la sua presenza, il suo consenso, le sue idee e la militanza quotidiana. Dopo i tanti errori commessi dai vertici del partito, sarebbe questa l’ora per dare la necessaria considerazione ed il giusto spazio alla base, probabilmente il modo migliore anche per tentare di risanare il rapporto con i cittadini che si è profondamente incrinato. Il popolo di elettori di centro destra, quelli che non si riconosceranno mai nei comunisti e nei post comunisti, quelli che non si riconoscono nella visione della famiglia di Nichi Vendola, hanno un profondo bisogno di ritrovare un partito che li rappresenti realmente e non soltanto di un’operazione di restyling. Per tutti questi motivi non si possono assolutamente condividere le idee contenute nell’articolo pubblicato sul quotidiano Libero, di oggi, secondo cui un piccolo gruppo di persone starebbe per partorire con il consenso di Silvio Berlusconi, la morte del Popolo delle Libertà e la nascita di un un nuovo soggetto politico. La considerazione e il coinvolgimento di tutti gli italiani che con fiducia hanno sottoscritto la tessera del PDL, deve assolutamente essere il primo passo per costruire un futuro fatto prima di tutto di credibilità e di conseguenza di un ritorno ad una politica di attenzione verso i cittadini. La grave crisi economica che sconvolge l’intera nazione impone a tutti i partiti l’individuazione delle persone migliori dotate della necessaria esperienza e capacità per offrire il contributo utile per la risoluzione dei tanti problemi della nostra Italia.

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