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Il Fair play e la fretta democratica

E’ usuale che una partita si giochi almeno in due. Una partita di calcio, un incontro di boxe o una partita a briscola. Vi è nelle competizioni almeno quelle sportive una regola di fair play dettato da regole anche non scritte per non approfittare di vantaggi che vanifichino la regolarità o la legittimazione della competizione. Ecco tutto ciò manca alla sinistra italiana, il vecchio vizio ereditato, più che dall’ideologia, dall’attivismo comunista di non comprendere le ragioni dell’avversario e di denigrarlo in ogni caso. Da trent’anni a questa parte la maggioranza dei media , delle associazioni pubbliche e parapubbliche ed organizzazioni varie sono in maggioranza di sinistra, basta vedere le penne dei principali giornali italiani dal Corriere, alla Stampa per non parlare di Repubblica, il Fatto, e via via giornali più organici , per comprendere come possono essere strumentalizzati ed amplificati indagini scandali o costumi privati che investono esponenti di destra tali da destabilizzare sia governi nazionali che locali, mentre come scivolano nell’oblio analoghe situazioni che nascono a sinistra , gli ottocentomila euro di Fiorito non valgono il milioni di Penati, le feste di un giovane politico del centrodestra prevalgono sulle cene e sugli invitati “ignoti” della villa di Lusi nella quale veniva chiamato a cucinare uno Chef di fama internazionale( lo stesso vizio di D’Alema). Ma non è questo il punto, ritornando all’inizio ed alle prossimi elezioni anche nel Lazio suona come mancanza di fair play la richiesta di andare al voto subito di Zingaretti condita dalla solita frase dell’emergenza democratica. Al termine della legislatura di Storace a sinistra parlavano del non “faremo prigionieri” e così fu, vennero rimossi direttori e licenziati manager delle società partecipate senza che la corte dei conti od il tar avessero nulla da obiettare, cinque anni dopo allo scoppio dello scandalo Marrazzo la sinistra chiese una tregua e la ottenne , tant’è che la nuova giunta Polverini si insediò dopo circa sette mesi, i manager delle società partecipate e i direttori nominati da Marrazzo non sono stati rimossi, alcuni solo spostati ma varie sentenze del Tar li hanno rimessi dove erano, alla destra che governa viene sempre richiesto fair play ed impedito ogni tipo di spoil system e laddove vi si provi scattano subito scandali e parentopoli varie . Adesso che in questa fase il cdx non c’è e che finalmente il PD è certo di fare cappotto si ha fretta di andare ad elezioni, ma dove sta la competizione?.E perché quando vince la sinistra si parla sempre di epurazioni ? Perché Zingaretti parla di far pulizia ? Qualcuno gli ha detto che tolti i consigliere del cdx ,qualche Assossore del PDL e alcuni contratti a termine legati alla Giunta che con essa se ne vanno, alla Regione sono tutti di sinistra ed hanno fatto carriera dirigenziale in quota ai parititi di sinistra e nessuno li ha rimossi? E che dire dell’ennesima definizione della “casa di vetro”, lo diceva anche Marrazzo ma forse li aveva oscurati .Qual è il motivo di tutta questa fretta che per la prima volta dal dopoguerra ci vuole far votare fra natale e capo d’anno? Forse la paura che dopo tutti questi attacchi finalmente la Polverini la finisca con il fair play e dia gli elenchi di tutti i personaggi a vario titolo lottizzati dal PD che in regione e nelle società partecipate guadagnano stipendi da nababbo? Tranquillo ! I giornali vincino alla sinistra non ne daranno mai enfasi come è successo per le carte di credito e le spese di Marrazzo, piuttosto sono impegnati a far sapere ai più che Zingaretti è fratello di Montalbano, sempre a proposito di fai play e parità della competizione.

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