Cerca

Depressione

Vivo e lavoro a Milano dal 1997 ma sono originario della provincia di Parma. Non ho mai preso la residenza perché nonostante dal Lunedì al Venerdì lavoro a Milano, il Sabato e la Domenica torno a casa dove ho tutti gli affetti e dove partecipo alla vita del paese. Nel 2008 mi è stata diagnosticata una grave depressione. Su consiglio del medico del pronto soccorso mi sono rivolto al CPS di zona, ma mi è stato detto che non ho diritto ad essere assistito perché non residente a Milano. Allora mi sono rivolto ad Ospedale pubblico e mi è stata data una cura farmacologica. La cura non ha funzionato e quando ho chiesto se esistevano alternative mi è stato risposto che il protocollo farmacologico dell’Ospedale prevede l’utilizzo solo di quei determinati farmaci, quindi per loro non esistono alternative. Nel frattempo ero stato messo in lista di attesa per una psicoterapia mirata. Sono stato chiamato dopo un anno e mezzo di attesa e dopo 10 sedute mi è stato detto che dovevo andarmene per fare posto ad altri. Ovviamente non è servita a nulla. Allora ho provato a rivolgermi ad una Onlus che nel suo slogan citava “la psicoterapia a prezzi popolari” ma volevano 60 Euro a seduta. Nel 2010 le mie condizioni sono peggiorate; dormivo 3 ore per notte, ero dimagrito di 14 Kg. Sono quindi stato ricoverato in una struttura pubblica in un reparto di psichiatria generale con persone che avevano allucinazioni, urlavano di notte e facevo gesti autolesionisti. Dopo un mese la depressione non era migliorata ma sono stato dimesso per far posto ad altri. Ora mi sono rivolto ad un psichiatra e ad una psicologa nel privato che mi stanno assistendo da 2 anni. Non potendomelo permettere a livello economico mi stanno aiutando i miei genitori, entrambi pensionati. Ho avuto due nonni partigiani; non credo che questa sia l’Italia che avevano immaginato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog