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Brunetta docet

Spett.le Direttore, le scrivo da lettore perchè sentivo il bisogno di confrontare con lei un mio pensiero. Se riterrà utile/opportuno proporlo agli altri lettori, ne sarò ovviamente lieto. Grazie per lo splendido lavoro/quotidiano che fate. Una volta, quando l’amministrazione pubblica accresceva il suo organico come un culturista dopato, popolandosi di una moltitudine di dipendenti inutili, ma portatori di voti, ci lamentavamo, almeno quelli di noi che non avevano parenti clientelati, di quanti nostri sudati soldi versati in tasse andassero sprecati per alimentare questi “opifici dell’occupazione”. E ancora, quando gli enti in questione si palesavano incapaci di fornire un servizio decente, avevamo il diritto universalmente riconosciuto di lamentarcene, inorridendo nel vedere le migliaia di casi di astensionismo, “fancazzismo”, inettitudine e menefreghismo, perpetrati da parte degli stessi fortunati dipendenti dello stato, insensibili alla pratica del merito e per di più illicenziabili. Insomma, mi riferisco a quel poco edificante stereotipo del dipendente statale, che alcuni recenti programmi televisivi, ma soprattutto la nostra pratica quotidiana, hanno costruito nell’opinione generale, cosi denigrato da alcuni quanto anelato da altri. Ma almeno, come dicevo, potevamo lamentarcene! Ora non è più cosi. Ora ci ritroviamo a fronteggiare una realtà in cui, gli impiegati statali con cui abbiamo a che fare nella nostra richiesta quotidiana di servizi, stanno provando a cambiare atteggiamento, almeno alcuni di quelli che già non sentivano la naturale missione del lavoro. Sempre forti del loro essere quasi intoccabili, ma imbarazzati dall’appartenenza alla categoria, e un po’ più consapevoli del dovere dimostrare finalmente che il loro stipendio è meritato quanto quello di qualsiasi altro lavoratore. Certo, restano decenni di malcostume e di cattive abitudini, resta una preparazione professionale lacunosa, a volte per scarsa applicazione, altre per carenze formative. Ma soprattutto, resta da pagare il conto della mission del governo pragmatico in essere, che annunciando ai quattro venti una contrazione delle spese, dichiarata più che realizzata, ha concesso ai suddetti lavoratori improduttivi, siano incapaci o colpevolmente lavativi, di avere l’alibi che non hanno mai avuto. Ora possono giustificarsi dicendoci che non è l’inefficienza del sistema, la loro inettitudine, la propensione alla pratica del peculato, l’assenza di etica morale e professionale, a rendere carenti i servizi, ma la mancanza di fondi! Quindi, ora è peggio…perché non ci possiamo neanche più lamentare. Nel contempo, la canonica pratica dell’assunzione clientelare non è stata combattuta, e quindi tantomeno debellata. Ho assistito personalmente ad un caso emblematico, che ha determinato la mia volontà di scrivere queste righe. Donna, 43 anni, da 12 alle dipendenze dell’amministrazione comunale di Cisterna di Latina, comune che, anche li più per ragioni parentali che per buoni intenti, vorrebbe vanamente essere laboratorio della incompiuta rivoluzione del "parente" ex ministro Brunetta. Prima 9 anni di impiego Co.Co.Co. e poi altri 3 di contratto a tempo pieno e determinato, che prevedeva (ma non stabiliva, se non per la consuetudine con cui si era sempre stati soliti concludere questo specifico iter) l’assunzione a tempo indeterminato dei vincitori dopo un triennio dalla stipula del contratto. Dodici anni esemplari: nessun richiamo ufficiale, produttività ricorrentemente premiata, inconsueta (per lo meno per quel contesto professionale) assiduità di presenza sul posto di lavoro, encomi di diretti superiori e stima dei cittadini/utenti. Unico neo, essere entrata in quel sistema 12 anni prima, nel corso della precedente gestione politica. Al dunque della scadenza del contratto triennale, a dispetto della consuetudine, arriva inaspettato il licenziamento definitivo. Ora, viene facile chiedersi perché perdere tutti questi anni di formazione e competenza, e sarà altrettanto facile rispondersi che la causa è la necessità di contrarre le spese dell’ente. Ma, quando pochi mesi dopo vedremo assumere un’inesperto nuovo impiegato, dichiarato necessario per reintegrare l’organico, meticolosamente scelto in quanto unico profilo compatibile con un bizzarro bando concorsuale…dovremmo o no malignare che possa essere in realtà parente di qualche politico e/o dirigente del suddetto comune “modello”? E noi cittadini/utenti, da questo licenziamento, quanto disservizio riceveremo? Quanto dovremo investire, in stipendi elargiti ed in pazienza, prima di avere dal nuovo assunto la stessa preparazione formativa dell’esperta impiegata licenziata? Insomma: Brunetta, dall’alto della sua posizione, pontificava; Monti, con il plauso internazionale, si vanta della Spending Review; gli stipendi dei politici e dei loro amici, sono sempre cospicui; le fila dei cittadini disperati sono aumentate di un'altra unità…e noi siamo alle solite…paghiamo sempre di più per avere sempre poco, se non di meno!

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