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La corsa al Quirinale

Non sorprende più di tanto che Monti non abbia raccolto l'idea di una candidatura sorretta da Berlusconi (ipotesi peraltro tutta da verificare) a capo di una coalizione di centro-destra. Monti non si schiererà mai contro le sinistre per il semplice motivo che dalle sinistre è stato fortemente voluto, nominato da un Presidente della Repubblica di cui sono fin troppo evidenti gli orientamenti ispirati dall'appartenenza al Partito Comunista ed osannato dal fronte Pd e Udc come il rimedio di tutti i mali (dovuti, naturalmente, al solo satrapo Berlusconi). Un autentico Uomo della Provvidenza, i cui folli provvedimenti hanno determinato la situazione che tutti conosciamo. Monti, sotto quel suo aspetto sobrio (solo l'aspetto, non i suoi vergognosi guadagni), è un uomo molto supponente (se ancora ci fosse il bisogno di rimarcarlo), di sconfinate ambizioni, che si è calato molto bene (con il plauso costante di Bersani e Casini) nella parte di "Unto del Signore", e che in forza di questa autosantificazione non può non guardare con superiore convinzione nei suoi meriti al traguardo del Quirinale. L'aspetto drammatico è che Monti ne è convinto intimamente e che i "mezz'uomini e ominicchi" che lo circondano ne esaltano la prospettiva. Dio salvi questa povera Italia.

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