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Legge di stabilità - mazzata permessi per portatori di handicap grave.

la presente viene scritta da un COMUNE CITTADINO che gentilmente chiede di dedicare dieci minuti di lettura e RIFLESSIONE sui contenuti della presente. Mi chiamo Nicola P., ho 32 anni e sono un dipendente pubblico. Lavoro presso un'Agenzia Regionale. Occupazione ottenuta successivamente l'aver SERVITO per 3 lunghi anni la Patria presso l'Esercito Italiano, partecipando a diverse missioni di pace. Il mio stipendio, al netto, ammonta a € 1.020,00 al mese (si, cari politici, 1.020,00 € al mese che nel mio "piccolo" riesco a farmi bastare rinunciando a super macchine, a super cene, a super case...). Ieri sono venuto a conoscenza del fatto che il Governo, tra i vari provvedimenti, ha "ben pensato" di proporre un RITOCCO DEI PERMESSI PREVVISTI DALLA LEGGE 104/92 per far fronte alla crisi e agli SPRECHI! Attualmente la legge prevede che i permessi possono essere ottenuti per assistere parenti o affini entro il secondo grado o entro il terzo grado se i genitori dell'assistito sono over 65 o portatori di handicap. Il Governo propone il dimezzamento della retribuzione per i giorni utilizzati dai dipendenti pubblici per l'assistenza a familiari con disabilità. La retribuzione rimarrebbe piena solo se il permesso ex lege 104/92 è dovuto a patologie del dipendente o all'assistenza a figli e coniuge. Se l'assistito è un altro familiare lo stipendio della giornata sarà dimezzato e si manterrà intera solamente la contribuzione figurativa. Per comprendere appieno le motivazioni che mi spingono a scrivere la presente lettera Vi descrivo brevemente la situazione che attualmente mi ritrovo a vivere. • Il sottoscritto usufruisce dei permessi di cui alla L. 104/92 per l'assistenza dei propri genitori; • Padre: 74 anni, pensionato invalido, affetto da carcinoma alla prostata con secondarismi ossei e grosse difficoltà nella deambulazione; • Madre: 73 anni, pensionata invalida, affetta da carcinoma al seno, operata, con secondarismi ossei, al fegato e al midollo; dimessa in data 04/10/2012 per "SCADIMENTO DELLE CONDIZIONI GENERALI"; ASPETTATIVA DI VITA INFERIORE AI 6 MESI. Attualmente assistita in famiglia, com'è umanamente giusto che sia. Ammesso che "qualcuno" conosca il termine "umanamente". Legalmente mi spettano 3 giorni al mese (L. 104/92) retribuiti al 100%. Vi garantisco che con 3 giorni al mese mi viene difficile anche andare solamente dal medico di famiglia. Per questo motivo devo attingere permessi previsti dal D. Lgs. 151/2001 art. 45 nonché utilizzare giorni di ferie per far fronte alle esigenze sempre inerenti l'assistenza ai miei genitori. Ritrovandomi così senza ferie, con una stanchezza fisica e PSICOLOGICA che difficilmente riuscirei a descriverVi. Da quando mia madre è peggiorata, anche la loro situazione economica non è certo rimasta invariata, dovendo far fronte alle spese di medicinali "specifici" e materiali necessari alle cure domiciliari (tenendo presente che la Sanità non "passa" tutto il necessario). Qualche anno fa, causa le loro condizioni di salute, ho dovuto ristrutturare la mia abitazione per ricavarne una parte da dedicare solamente a loro e fargli sentire il più possibile in un ambiente familiare e proprio, incaricandomi di prendermi "cura" personalmente e avvicinandoli il più possibile agli ospedali (loro risiedevano a circa 40 km di distanza dagli ospedali mentre ora a circa 7 - 10 km). Personalmente non sono il tipo di persona che chiede loro un "rimborso spese" per il carburante utilizzato per tutti gli spostamenti e per le varie spese sopra citate. Ancor meno conoscendo la loro situazione economica e le spese che stanno affrontando. Guadagno € 1.020,00 al mese, do loro una mano con le spese, faccio dei sacrifici rinunciando magari alle scarpe di marca o simili per riuscire ad arrivare a fine mese senza forare il budget disponibile. Ma sapere che il Governo sta pensando di dimezzare lo stipendio per le giornate di congedo fruite dal figlio che assiste i/il genitori/e mi mette angoscia. Come riuscirei ad andare avanti economicamente? Il Governo, anziché assistere, venire in contro a chi ne ha VERAMENTE BISOGNO, così facendo dimostra di fregarsene altamente dei "poveri" italiani, delle persone malate e di chi loro assiste. Mi spieghino i Signori POLITICI perché anziché attingere dalle tasche di chi già si trova in difficoltà come la mia famiglia, non vadano ad attingere dalle tasche dei Sig. politici stessi apportando qualche modifica al loro stipendio, alle loro entrate. Perché non recuperano i soldi dei LORO STESSI COLLEGHI ladri che in questi giorni spopolano in tutte le tv e giornali. Spiegate al Sottosegretario della Regione Calabria che ha un VITALIZIO DI INVALIDITA' DI € 7.490,33 oltre lo stipendio, che vi sono persone che sfiorano la povertà e a differenza sua HANNO I GIORNI CONTATI COME MIA MADRE. E l'unico beneficio che siamo riusciti ad ottenere per mia madre è stata l'assistenza di un'infermiera che viene la mattina a posizionare le flebo e se ne rivà subito, lasciando a noi il compito di controllare il tutto e chiuderle quando finite nonché staccare i vari tubi e tubicini... Per non parlare del fatto che la terapia che dall'ospedale hanno prescritto per la notte viene fatta la mattina per il semplice motivo che non vi è assistenza serale... Cari politici della bell'Italia, perché non recuperate i fondi tagliando i vitalizi dei vostri colleghi quali il sopra citato Sottosegretario della Regione Calabria? Quanti altri politici ci sono che come lui beneficiano degli stessi privilegi? Perché non recuperate fondi intervenendo sui punti che propongo di seguito? (dati presi dal sito della camera.it) • indennità parlamentare (€ 5000,00) - io riesco a vivere con i miei 1000 € e poco più al mese. Perché non ridurre l'indennità parlamentare? • Diaria (€ 3.503,11) - concessa a titolo rimborso spese di soggiorno a Roma. NOI COMUNI MORTALI, SE VOGLIAMO LAVORARE E CI TROVIAMO COSTRETTI A SPOSTARCI LONTANI DALLA NOSTRA DIMORA, DOBBIAMO PAGARE DI TASCA NOSTRA L'AFFITTO, MICA LO PAGA IL NOSTRO DATORE DI LAVORO... Perché non eliminate la DIARIA? • Rimborso delle spese per l'esercizio del mandato (€ 3.690,00) - 50% dell'importo da documentare e il restante 50% forfettario. Scherziamo??? Perché non eliminare quel "forfettario" e pretendere pezze giustificative per tutti gli importi sostenuti dai deputati? • Spese di trasporto e spese di viaggio (da € 3.323,70 a € 3.995,10) - il discorso si avvicina a quello fatto per la DIARIA: il mio datore di lavoro non rimborsa quanto da me sostenuto per arrivare al posto di lavoro. Spetta a me, se voglio risparmiare, optare per l'acquisto o affitto (a mie spese) di un immobile il più vicino possibile al posto di lavoro. Perché per i POLITICI SI DEVE FARE UN DISCORSO DIVERSO? Non sono anche loro CITTADINI DELL'ITALIA? • Spese telefoniche (€ 3.098,74) - perché i lor Signori non vengono forniti di cellulari aziendali usufruendo delle tariffe e pacchetti proposti dalle compagnie telefoniche, talvolta con telefonate a costo zero previo abbonamento mensile? • Assistenza sanitaria (versamento di € 526,66 destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario) - Mi chiedo come mai VOI siate tutelati in tal modo. Non penso sia per la scarsità economica personale di ogni deputato. Perchè per VOI deve funzionare diversamente? Perché VOI quando avete bisogno di assistenza sanitaria venite trattati come foste Dio in terra? Dio in terra... E mia madre durante il ricovero ha avuto un assistenza che preferisco (per ora) evitare di descrivere. E' così, signori politici, non me ne vogliate. Ma ci sono aspetti della vita di noi comuni cittadini che potreste capire solamente scendendo dall'Olimpo e vivendo come noi. Dopo aver divagato sulle proposte riportate pocanzi, non mi resta che SPERARE IN UN BRICCIOLO DI UMANITA' DA PARTE DEL PARLAMENTO CHE DOVRA' VAGLIARE LE PROPOSTE INERENTI ANCHE LE MODIFICHE AI PERMESSI L. 104/92. LA MIA PREGHIERA E' CHE DETTE MODIFICHE NON VENGANO APPORTATE, CONTINUANDO A PENALIZZARE CHI GIA' LO E', EVITANDO COSì DI FAR SOFFRIRE ULTERIORMENTE CHI GIA' SOFFRE PER PATOLOGIA, TALVOLTA GRAVI COME QUELLE DEI MIEI GENITORI. Infine, la BUROCRAZIA: ho sfiorato la follia in questo ultimo mese nello sbrigare faccende burocratiche che permettessero il rientro a casa di mia madre e l'assistenza domiciliare. Dov'è andata a finire la foga che anni addietro avevate per informatizzare tutto quanto avesse a che fare con le amministrazioni pubbliche e sanità? Se i miei genitori non avessero avuto dei figli che si fossero interessati al disbrigo di tutte queste pratiche, sicuramente sarebbero morti entrambi in un angolo di chissà quale ospedale, abbandonati e incompresi da tutti. Cordialmente, Nicola P.

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