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La legge di stabilità, una vergogna

Gentile Direttore, il recente provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri, cioè la legge di stabilità, è un insopportabile insulto all’intelligenza degli italiani. Purtroppo, questo è il risultato di vari fattori : a) un triennio 2008-2011 durante il quale il governo in carica, in altre faccende affaccendato, sostanzialmente non ha governato; b) l’imposizione di un governo tecnico, piuttosto che il ricorso alla doverosa consultazione elettorale, il Presidente della Repubblica essendosi sostituito al popolo (non più sovrano) in ossequio alla tristemente nota “democrazia guidata”; c) ad un Parlamento di nominati; d) a Partiti politici preda del malaffare, della corruzione e perfino dell’infiltrazione mafiosa. Questa purtroppo è la situazione dell’Italia, di un Paese allo sbando sotto tutti i punti di vista, socio- economico, politico ed ancor più morale. E pensare che questo governo al suo insediamento aveva assicurato gli italiani che avrebbe agito avendo sempre come punto di riferimento l’equità! Non mi risulta invece che abbia fatto interventi legislativi nel rispetto del sacrosanto principio dell’equità e la legge di stabilità appena varata dal Consiglio dei Ministri ne è un’ulteriore riprova. L’aumento dell’IVA non solo ha come naturale conseguenza la diminuzione dei consumi, e quindi è recessivo, ma non è certo un intervento nella direzione dell’equità in quanto incide maggiormente sui redditi più bassi, così come tutti i tagli alle detrazioni (peraltro retroattivi) che colpiscono pesantemente i redditi bassi, non certo quelli alti. Della riduzione dell’IRPEF beneficiano anche i ricchi che non hanno certo bisogno di questo, per loro misero, regalo. Quando un governo ti cambia le regole in corso d’opera, elabora interventi che vanno nella direzione opposta alla tanto declamata, ma non realizzata, equità (anzi ritengo siano iniqui), penso non sia più credibile ed abbia esaurito il suo mandato. Si pensi per un attimo cosa sarebbe successo se un governo politico avesse elaborato tali provvedimenti; invece regna un “silenzio assordante” a dimostrazione che la politica, in particolare il trio ABC che appoggia tale governo, travolta dagli scandali, non ha il coraggio, né la forza necessari per reagire, è in una sorta di standby o meglio è come un pugile duramente colpito dall’avversario che barcolla non sapendo più come reagire. Non resta che sperare che gli attuali partiti di opposizione facciano una battaglia, o meglio una crociata, contro tali provvedimenti che rappresentano l’ennesimo insulto all’intelligenza degli italiani la cui pazienza è messa a dura prova. Gianni Porzi Casalecchio di Reno (Bologna)

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