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Gli stenti dei poveri

Sig. Direttore, mi riferisco alla notizia del 12.10.2012 - Niente tagli agli stipendi «ricchi» della pubblica amministrazione: nelle stesse ore in cui i travet fanno i conti con una legge di stabilità che blocca i contratti fino al 2014, i piani alti delle dirigenze salvano dal colpo di scure i loro redditi, quelli oltre i 90 mila euro annui. E’ una sentenza dei magistrati della Corte Costituzionale: la stessa sentenza riguarda in pieno anche gli stipendi di gran parte dei giudici, compresi quelli dell’Alta Corte. Secondo la medesima sentenza dell’Alta Corte, gli scatti stipendiali dei magistrati non possono essere bloccati perché sarebbero a rischio l’indipendenza e l’imparzialità, a causa di chissà quale turbamento, durante l’emissione di un giudizio. Questa è una motivazione veramente singolare! Come dire che un medico (che diagnostica una malattia e prescrive la relativa terapia, eventualmente anche a un giudice), un copista, un archivista, un bracciante agricolo, un giardiniere, un operaio metalmeccanico, un minatore, un agente di commercio, un docente (che insegna, educa, valuta, giudica la preparazione e sentenzia la promozione o no di un bambino o di un adolescente – che potrebbe essere figlio di un giudice), possono sopportare il blocco degli scatti stipendiali, su stipendi che non arrivano ad un terzo o a un quarto e, certamente, incomparabilmente inferiori a quelli inerenti la sentenza citata. Paradossalmente, un docente o un medico o un metalmeccanico o un bracciante agricolo, secondo tale sentenza, restano comunque perseguibili, se commettono errori professionali, anche se turbati dal pensiero della loro scarsa remunerazione o dal pensiero di trovare i soldi per mandare i figli a scuola, mentre resta il fatto che un giudice, cui sono stati risparmiati anche i problemi degli scatti stipendiali, non pagherà mai per un eventuale errore di giudizio. E poi un burocrate o un politico, che percepiscano ciascuno 120.000 € /anno, non avranno certo problemi di arrivare alla 4^ o alla 3^ settimana, come una giovane lavoratrice precaria, che non sa come poter organizzare e progettare una sua famiglia. Ma che razza di Stato è mai questa?! E’ un altro caso semplicemente da libri di storia. In Francia all’epoca dei Luigi XIV ….. e XVI, la “povera” classe dei mantenuti del clero e della corte nobiliare, detenendo e amministrando il potere effettivo (legislativo, esecutivo e giudiziario), evitava ogni carico, sia pure lieve, a cui comunque “non abituata”; Invece il popolo, certamente “forte perché abituato e allenato”, poteva sobbarcarsi spese , tasse, …. sforzi e stenti inenarrabili. Una classe di mantenuti tirò talmente la corda da far scoppiare la Rivoluzione Francese. gpp53

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