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Nessuno ricorda più Cicerone?

Mi ha provocato un senso di disagio la lettura dell'articolo relativo alle recenti dichiarazioni di Napolitano sulla necessità di concedere all'Europa maggiori poteri, a scapito, sempre di più, della nostra sovranità nazionale, già malconcia. Se tale affermazione venisse da una persona qualsiasi, il classico "uomo della strada", l'accusa più soft sarebbe quella di essere fuori di sè. Napolitano sa molto bene ciò che dice e ciò che soprattutto vuole, cioè benedire le posizioni di Monti, lui che ne è l'inventore e lo sponsor. A tutto ciò fa eco l'altro articolo sulla dichiarazione di Monti circa il pareggio di bilancio, avvalendosi, con il benestare in sede europea, della depurazione del ciclo economico negativo, che sembra tanto un regalo a chi, come Monti, si spende agli occhi dell'Europa sul concetto di rinunciare sempre di più alla propria sovranità nazionale. Ma non basta. Ho letto l'articolo relativo al progetto, pare caldeggiato da Hermann Van Rompuy, secondo cui tutti i Paesi dell'Unione Europea saranno costretti a subire gli stessi vincoli per ora imposti solo a chi è già in default. Ed ecco che il quadro è completo, magicamente tutto torna, nel senso della sudditanza al club Europa. L'Europa è grande e Monti è il suo profeta. Monti purtroppo lo conosciamo. E l'Europa? Che cosa è l'Europa? Non è un'entità astratta, immateriale, è fatta di strutture organizzate, che a loro volta sono fatte da persone, che hanno un nome, che dettano leggi anche inique, a cui in un sistema democratico (forse) ci si può opporre, che non sono ineluttabili. Come si è arrivati a tutto questo? Fino a quando si dovrà solo subire? Cicerone diceva: "Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?" Nessuno ricorda più Cicerone?

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