Cerca

CONCORDIA, ironia della vita

Proviamo ad immaginare un grattacielo di 15 piani, lungo 300 metri e largo 35 metri. All’interno 5 ristoranti, 13 bar, un teatro disposto su tre piani, sale da ballo e casinò. Ma non finisce qui, se vogliamo capire meglio di cosa stiamo parlando: un centro benessere denominato Samsara Spa, dislocato su due piani e considerato il centro estetico più grande al mondo esistente a bordo di una nave con i suoi 2100 metri quadrati di superficie. Ancora: 58 suite e 1500 cabine. Apparecchiature elettroniche sofisticate di ultima generazione, in grado di intercettare un pettirosso a 200 metri di distanza: la nave aveva da poco compiuto 6 anni. Eppure questo grande mostro marino di benessere, tecnologia, sfarzo e di un certo mondo virtuale, è andato a incagliarsi su uno scoglio da tutti conosciuto, non sconosciuto. Non siamo in pieno oceano. Siamo ad appena 200 metri dalla riva. Morire non è mai giusto, ma così ha un suono beffardo. Vedere una sagoma che ti offre un braccio mentre i tuoi occhi si riempiono d’acqua e poi i polmoni, fino al soffocamento, ha quel tipico "puzzo" di morte, vigliacco e sporco. Qualcuno piange la moglie che non ritrova, un altro ha lasciato "tutto" nella cassaforte della nave. Qualcun altro, invece, a qualche centinaio di chilometri più a sud della nostra penisola si appresta a salpare per una nuova vita, sapendo che potrà anche morire. Ma rimanere dov’è non gli cambierebbe di molto le cose. Almeno, nel caso della Concordia, la speranza era quella di una settimana di svago. Ma la Vita è come la Morte: entrambe sono imprevedibili. Come l'incoscienza dell'essere umano. E i morti saranno, ancora una volta, come stavolta, tanti, troppi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog