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Ansaldobreda che non paga

Buongiorno gentile Direttore, siamo una piccola azienda che lavora da molti anni nel settore ferroviario. Siamo creditori di aziende quali AnsaldoBreda e altre aziende municipalizzate italiane. Per pagare iva, tasse, fornitori, dipendenti e banche abbiamo dovuto investire il nostro denaro personale, sperando che i soldi che ci spettavano sarebbero arrivati a breve. E questo, puntualmente, mese dopo mese, ancora oggi non è accaduto. Ciò che più mi indigna, oltre al fatto che non viene riconosciuto economicamente il nostro lavoro, è il comportamento dei funzionari di queste aziende e enti; persone che ad ogni nostro tentativo di colloquio si negano al telefono, rifiutano qualsiasi tipo di confronto e non rispondono mai alle nostre lettere, anche le più disperate. E se per caso riusciamo a trovare qualcuno che risponde al telefono, comincia la litania dello scarico delle responsabilità, da un ufficio ad un altro, da una sede ad un’altra e non si riesce mai a capire chi deve autorizzare il pagamento e perché non lo ha fatto. Abbiamo pregato loro di sottoscrivere un impegno formale di pagamento, con l’indicazione di una data da poter trasmettere alle banche per non soccombere alle richieste di rientro dei prestiti concessi; ma, ovviamente, l’adempimento a questa richiesta non è competenza di nessuno. Ciò che, invece, mi appare incredibile è constatare che, al contrario, se non si consegna in tempo o se si minaccia di non consegnare (se prima non viene saldato lo scaduto) arrivano immediatamente lettere minatorie di penali o sanzioni. Abbiamo sempre ritenuto che agire per vie legali con queste aziende sarebbe stato come buttare via il nostro denaro e, purtroppo, lo pensiamo ancora. Abbiamo deciso però di farlo comunque, perché non si può sempre chinare il capo e non si deve stare sempre zitti. Per questo motivo ho scritto a Voi e scriverò a chiunque possa dare voce a tutte quelle aziende, piccole e grandi, che come noi si trovano ingiustamente in condizioni economiche disperate. Ringrazio per l’opportunità che ci offrite. Distinti saluti. Orio Cinti

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