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L’isola che non c’è più, verità di un’utopia

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“Nella capitale di un paese non meglio identificato tutta la popolazione vota scheda bianca alle elezioni. Al secondo tentativo le schede bianche aumentano. Il governo sospetta una cospirazione e mette sotto assedio la città, tutti gli organismi istituzionali vengono trasferiti, la città viene abbandonata a se stessa. In questa situazione, la gente sviluppa una solidarietà spontanea e reinventa una nuova gestione delle cosa pubblica” da Saggio sulla lucidità - José Saramago. Utopia? Valter Veltroni, che apprezzo come scrittore, descrive magistralmente l’isola dell’utopia, al largo delle acque di Rimini, nel suo ultimo libro “L’isola delle rose”. Il 1° maggio 1968 l’isola si autoproclamò Stato indipendente con tanto di lingua ufficiale (esperanto), francobollo e bandiera. Fu fatta saltare in aria dalla Marina nel febbraio del 1969. Storia vera…ma da allora nessuno ne ha più parlato. Se una cosa fa così paura, significa che, molto in fondo e forse, utopia non è.

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