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La Giunta Militare aumenta il contributo unificato nel processo amministrativo

Egregio Direttore, mi rivolgo a Lei per richiamare l'attenzione su una delle perle nascoste del ddl della legge di stabilità, ovvero l'ennesimo spropositato incremento del contributo richiesto per proporre ricorsi al TAR in materia di appalti: per un appalto di poco più di un milione di euro, l’imprenditore dovrà sborsare 6000 euro di contributo (4000, come oggi, per gare tra 200mila e 1milione di euro e 2000 euro per la rarissime gare sotto i 200mila euro di valore). E già questo sarebbe del tutto iniquo, tenuto conto che proporre ricorso per una maxioperazione urbanistica comporta il pagamento di un ben più modesto contributo, di soli 650 euro. Ma il VERO ATTENTATO alla parità di trattamento tra cittadini e Pubblica Amministrazione è dato dalla previsione del raddoppio del contributo, quale automatica sanzione nel caso di rigetto integrale del ricorso, inammissibilità od improcebilità. ATTENZIONE: diversamente da quanto scrivono diversi giornali, questa misura non colpisce i soli ricorsi pretestuosi, ma tutti i ricorsi che non vengano accolti (ovvero respinti integralmente). Questo significa che un onesto imprenditore, che si veda maltrattare in gara dalla PA, per un appalto di poco più di un milione di euro, dovrà pagare 6.000 euro per proporre ricorso, richiando di versarne altri 6.000 in caso di sconfitta, ed altri 9.000 per proporre appello avanti il Consiglio di Stato (nonché ulteriori 9000 in caso di rigetto dell’appello, per un totale di 30.000 euro!!!!!). E non stiamo parlando di ricorrenti rompiscatole, ma di operatori che vogliano tutelare le loro sacrosante ragioni, in modo onesto e trasparente. QUALE MIGLIORE MODO PER RILANCIARE LA CORRUZIONE, visto che pagare le tangenti risulterà molto più conveniente!!

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