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Diritti come religione laica

Gentile Direttore, oggi si fanno sempre più strada le tesi socio politiche centrate sull'opinione personale di "libertà". Libertà che è quella di poter mettere in pratica un "diritto" pensato e vissuto. E che si vuole proporre agli altri come un nobile dovere da vivere. Una specie di "religione laica" che assume una veste quasi sacra che fa del laicismo una ragione di vita. Naturalmente chi si contrappone è subito tacciato di integralismo oscurantista e censorio, nemico della modernità. Un tempo si calcava la mano sui diritti umani, per i quali la religione cristiana è un baluardo da duemila anni, oggi si calca la mano sui "diritti civili". Sappiamo bene quali sono: divorzio, aborto, matrimonio omosessuale, fecondazione artificiale omologa ed eterologa, sperimentazione e selezione degli embrioni, eutanasia. Su questi i "laici" si battono e continueranno a farlo come dovere laico che personalmente ritengono giusto e "religioso", secondo la definizione di religione laica. Per esempio nella cultura dei diritti individuali, intoccabili e giustificati dalla la religione "laica", l'aborto di un figlio non desiderato in quel momento sarebbe una conquista di civiltà fatta secondo "coscienza". Ma la realtà dell'aborto è ben diversa, lo sappiamo. Senza dimenticare i risvolti psicologici che l'aborto causa nella vita della donna. Ma alla religione "laica" questo interessa ?

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