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LA TORMA DEGLI INETTI

LA TORMA DEGLI INETTI Signor Diettore desidero riportarle integralmente quanto stamane ho inviato al suo caro collega direttore de Il Giornale un mio pensiero, riguardo l'ignomignosa vicenda e vicissitudine che sta attraversando il signor Alessandro Sallusti. Mi permetto solo di offrirele uno spunto di riflessione. "Questa volta Le scrivo Signor Direttore. Le scrivo, come altre volte ho fatto e spesso continuo a farlo, inviando al suo quotidiano, come sul "web", veri e propri proclami di rabbia per l'ingiustizia che fa soccombere, anche chi, provveduto d'intelletto, vorrebbe che sparisse, quantomeno in nome di una Carta Costituzionale, che altro non è che un paradosso d'incongruenza e di contraddizione nell' espressione della società reale. Al pari dei due marò, la cui vicenda penosa, mal gestita dalle autorità politiche ed istituzionali del nostro governo fa sminuire al mondo intero il valore etico di questa Nazione, il suo caso, la sua vicenda, per la quale, in queste ore, nessuno vorrebbe trovarsi nei suoi panni, per stillicidio psicologico, rappresenta un'eclattante farsa, una pantomina sociale, dove all'inerzia di dovere agire per eliminare una stortura di retaggio fascista, "la colpa dell'opinione", a cui è scaturito, infelicemente ed assurdamente, un reato di diffamazione, sopravviene l' atteggiamento dei pavidi, dei vigliacchi, dei non uomo! Sì, caro Direttore, coloro che subito e nel corso di queste settimane avevano alzato addirittura un polverone, quasi gridando sconcertati allo scandalo che un giornalista debba persino pagare con il carcere per non avere commesso peraltro nulla, non sono uomini, sono, a mio avviso, i non uomo, ovvero sono nulli! Persone che illudono, ma allo stesso tempo sono inefficaci per sè stessi ed in ambito pubblico, pertanto pericolose per una società civile. "Esiste un contagio del male: chi è un non-uomo disumanizza gli altri, ogni delitto si irradia, si trapianta intorno a sè, corrompe le coscienze e si circonda di complici sottratti con la paura o la seduzione al campo avverso". Non l'ho scritta io, ma Primo Levi e penso che questa massima calzi a fagiolo verso coloro che, di fatto, stanno affondando una Democrazia e la Nazione intera!" Monselice, 17 ottobre 2012 Adalberto de' Bartolomeis

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