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PROPROSTA ALTERNATIVA ALL'INNALZAMENTO DELL'ORARIO DOCENTE A 24 ORE: SOPPRIMERE L'AUTONOMIA SCOLASTI

Sono un docente precario che da 10 anni lavora nella scuola, avendo cambiato quasi ogni anno istituto scolastico di servizio. Grazie a questo percorso lavorativo, che mi ha portato ad insegnare in numerosi istituti scolastici, ho avuto modo di conoscere da vicino il significato dell'autonomia scolastica, cosa essa significhi nella realtà concreta, al di la delle fantastiche teorie sulle sue virtù miracolose, che mi sono state ampiamente declamate durante il corso abilitante all'insegnamento, quasi come se fossero un credo religioso. Credo di poter affermare che l'autonomia scolastica ha creato più danni al sistema che vantaggi. Tale opinione, per quel che ho potuto constatare, è ampiamente condivisa tra i colleghi, soprattutto tra coloro che non fanno parte del "cerchio magico" dei progetti retribuiti, per lo più di dubbia utilità. Tale tesi è stata anche esposta da una autorevole fonte on line sul mondo della scuola (tecnicadella scuola) http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=40447&action=view Tuttavia, rispetto al contenuto dell'articolo, che si concentra sull'aspetto economico (ovvero sull'onerosità) del sistema dell'autonomia scolastica, sullo sperpero di risorse in progetti per lo più inutili il cui unico scopo è quello di arrotondare il magro stipendio di qualche docente, vorrei brevemente evidenziare per punti, con qualche esempio concreto, le principali ricadute negative sul piano della qualità della scuola. 1) Gli istituti scolastici operano "politiche" mirate ad attirare il maggior numero di iscritti. Dunque, molte energie umane nonchè cospicue risorse economiche del fondo di istituto vengono destinate all'attività di orientamento scolastico, la regina di tutte le attività extracattedra, sottraendole a più utili attività (come il recupero degli allievi svantaggiati e il potenziamento delle eccellenze). Anche l'attività di stesura del famigerato pof (piano dell'offerta formativa), che altro non è che un volantino pubblicitario dell'istituto scolastico, assorbe notevoli risorse. Non si vede il motivo per cui ciascuna scuola debba declinare diverse offerte formative, o meglio, far finta di differenziarsi dalle altre; i pof, andandoli a leggere, si assomigliano tremendamente tra di loro. 2) L'organico di istituto, ovvero la graduatoria interna di istituto degli insegnanti di ruolo, determina, in numerosi istituti scolastici, in corrispondenza degli scrutini di fine anno, un annoso "conflitto di interesse" in ciascun docente; il docente è in conflitto con se stesso, tra la spinta alla serietà professionale nella valutazione degli allievi e l'esigenza di formare le classi, evitando così lo spettro della soprannumerarietà. Purtroppo, gli allievi sono perfettamente consapevoli del fatto che in questo conflitto prevale generalmente l'interesse a formare le classi e quindi sanno benissimo che, soprattutto in certe realtà, possono permettersi di non studiare, quasi certi dell'amnistia finale. 3) Soprattutto in alcune situazioni o ordini di scuola, diciamo difficili, (esempio: istruzione professionale.... ma non solo) l'autonomia scolastica determina il fatto che si taccia su fenomeni anche molto gravi, alcuni dei quali avrebbero risvolti penali (ad esempio il plateale spaccio di droga oppure atti violenti di bullismo, reiterati senza che chi li promuove possa essere segnalato alle autorità competenti); ciò avviene perchè la dirigenza, nonchè una parte del corpo docente, diciamo più integrata nel "patriottismo d'istituto", teme che un articolo di giornale possa danneggiare l'immagine della scuola, inficiando il tenace lavoro di orientamento scolastico sul territorio ed assumendo quindi un atteggiamento complice ed omertoso. La spasmodica ricerca di visiblità delle scuole per attirare iscrizioni, produce fenomeni perversi, come quella di un istituto che, pur di vincere una gara di programmazione tra le scuole italiane, paga consulenti esterni con il fondo di istituto, che eseguono il lavoro, spacciandolo, ovviamente, come svolto dagli studenti. Non ho naturalmente pretesa di avere la competenza per affermare se l'autonomia scolastica sia o meno opportuna nel contesto italiano. Mi pare, però, che per come si è realizzata in Italia, oltre che una fonte non indifferente di spesa aggiuntiva, costituisce anche un danno per la qualità dell'insegnamento. Le risorse aggiuntive alle scuole, comunque vengano denominate, dovrebbero, a mio parere, essere destinate prevalentemente al recupero scolastico dei soggetti deboli nonché al potenziamento delle eccellenze, invece che perdersi nei rivoli dei numerosissimi, inutili, progetti di maquillage degli istituti scolastci autonomi. Mi sembra che l'autonomia venga considerata irreversibile, un totem che non può neanche essere messo in dubbio. Sistemi scolastici come quello francese e tedesco sono caratterizzati da una "scarsa autonomia" e non mi sembra funzionino particolarmente male. Spero che si apra un dibattito non ideologico su questo tema e qualcuno si preoccupi di andare a vedere, nella reale concretezza del funzionamento delle scuole, che cosa significa realmente l'autonomia scolastica. Cordiali Saluti.

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