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PRE-COLPO E ANIME CANDIDE

Qualche tempo fa piccole cose su Enav, San Raffaele e rifiuti, un’ enormità rispetto al misero ospizio del ’92, avevano preso lo sgradevole sapore di una nuova “mani pulite” che mirava alla politica. Da li ai politici il passo sarebbe stato breve. Poi Berlusconi è stato licenziato di brutto ed è arrivato lo sconosciuto ai più professor Monti, portato per mano dal capo dello stato e dalla parte più nascosta delle istituzioni e dei centri di potere che le controllano. Da molte parti si è gridato a bassa voce, con poca decisione e ancor meno veemenza, alla messa in quarantena della democrazia, al colpetto di stato. Le azioni giudiziarie partite in quarta hanno miracolosamente perso di vigore fino a perdersi nel silenzio, dimenticate dalla stampa e finite in qualche cassetto da aprire più tardi. Il governo Monti in un’apoteosi di fiducie estorte a un parlamento che la coercizione subita dal partito di maggioranza ha reso inoffensivo, ha fatto i compiti a casa che gli sono stati assegnati dalla finanza che controlla i centri di potere che controllano le istituzioni. Poi avvicinandosi l’inevitabile momento di chiedere al popolo da chi vuole essere governato, ecco che si ripresenta il rischio che le cose non vadano proprio come desiderano i poteri istituzionali e quelli sopra di loro. Ecco allora riaprirsi quei cassetti e rispuntare la corruzione e le tante anime candide stupefatte del malaffare dilagato e spudoratamente indignate per un sistema che, avendolo creato, conoscevano bene e del quale hanno goduto e continuano a godere. E allora via una bella legge contro la corruzione. Ma la corruzione non era già un reato? I corrotti non dovevano già andare in galera? Si, però fare una legge che si chiama “anticorruzione” fa scena, fa sembrare rigorosi e porta consensi; e chissenefrega se poi i corrotti continueranno a non prenderli come adesso e, come adesso, aspetteranno il momento giusto per pescarne qualcuno a casaccio, nel mucchio, per marchiarli e usarli nelle campagne elettorali, che ormai sono più che altro delle campagne di diffamazione, che di politica e di programmi hanno poco o niente. Ma siamo proprio sicuri che il Monti gongolante per l’incarico regalatogli invece che un consapevole “colpetto” non sia stato piuttosto un ignaro pre-colpo, per prepararci al completamento dell’opera rimasta a metà nel 1993? La politica deve rinnovarsi e moralizzarsi, quella sana deve far fuori quella ammorbante ma per nessuna ragione deve lasciarsi condizionare e sottomettere da poteri non elettivi che covano la voglia di un potere più grande e velleità di governo e che solo per questo andrebbero riformati e resi essenzialmente tecnici. Come ad esempio il sistema giudiziario. Non che la corruzione sia colpa loro ma è colpa loro se la perseguono solo adesso, è colpa loro se la perseguono solo quando serve ad altri scopi e spendono anni alla caccia di un capo di governo sgradito, non è che tra il ’93 e oggi i corrotti si fossero addormentati, è colpa loro se non hanno fatto nulla prima che dilagasse e solo adesso come anime candide ne sentono la puzza e danno recrudescenza alla lotta tra i poteri. È forse illecito il dubbio che ci sia qualche mira?. (G.P. - Non firmo con il nome completo perché Sallusti insegna. Non si sa mai, vai a capire fin dove si è liberi di pensare e quali sono le opinioni che non ti mandano in galera!)

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