Cerca

Monti, l'antipatico

Gentile Direttore, devo ammettere che il primo Ministro Monti non mi suscita simpatia, e con lui quantomeno i Ministri Fornero e Grilli. Non mi sono simpatici innanzi tutto perché questo governo sta facendo vedere le stelle agli italiani ed in particolare alle classi meno abbienti e, in una certa misura, anche alla media borghesia che di mese in mese vede diminuire il proprio tenore di vita. Non va dimenticato che il Presidente del Consiglio, in occasione del suo insediamento a Palazzo Chigi, promise agli italiani che l’azione politica del suo governo si sarebbe basata su tre capisaldi e cioè equità, rigore nei conti e ripresa economica. Il “rigore” si è visto subito, fin dalla fine dello scorso anno, e continua ancora a colpire pesantemente gli italiani, per quanto concerne la ripresa invece poco o nulla è stato fatto, salvo che di tanto in tanto veniamo illusi con l’ormai logora “luce in fondo al tunnel “, previsione che viene poi regolarmente smentita da fonti autorevoli. In merito invece alla equità è sotto gli occhi di tutti che non solo i provvedimenti finora adottati non rispettano tale sacrosanto principio (si pensi alla riforma delle pensioni e alla recentissima legge di stabilità), ma, a mio avviso, sono addirittura antitetici all’equità. Il Presidente del Consiglio non mi è simpatico anche perché ha un modo di proporsi e di parlare da “monsignore” (una sorta di atteggiamento ecclesiale), un modo di pontificare “ex cathedra”, è snob (direi a volte un pò altezzoso), in parole povere dà l’impressione di avere la “puzzetta sotto il naso”. Per le stesse ragioni non mi sono simpatici sia la Ministra Fornero che il Ministro Grilli. Inoltre, tutti e tre quando tentano di abbozzare un sorriso viene fuori una smorfia del viso indecifrabile che a volte sembra addirittura esprimere una certa sufficienza, cosa abbastanza irritante. Ciò premesso, ritengo sia giunto il momento in cui i partiti che sostengono un governo che non ha mantenuto le promesse fatte al momento dell’insediamento, si interroghino se è giusto e “politicamente conveniente” votare certi provvedimenti contenuti nella legge di stabilità e quindi continuare a sostenere una tale linea politica di governo. A mio avviso, è giunto il momento del “redde rationem” che se non verrà fatto oggi dai partiti nei confronti del governo, saranno gli italiani a farlo in primavera nei loro confronti; penso che le forze politiche che avranno votato provvedimenti così iniqui pagheranno un prezzo politico molto alto. Questa potrebbe essere l’occasione ideale per i partiti di questa anomala maggioranza per riscattarsi e dimostrare agli elettori di essere ancora presenti e impegnati in politica, cioè attenti alle esigenze degli italiani e al bene del Paese tutto. Se dovessero fallire anche oggi, continuando a tenere un atteggiamento succube nei confronti del governo, sarebbe il classico “suicidio politico”. Gianni Porzi, casalecchio di reno (BO)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog