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Il lavoro notturno dei nostri tecnici

Da diversi anni faccio una serie di piccole donazioni a ONLUS che considero vitali per l’assistenza a categorie di persone che necessitano di aiuto. Nel calcolare gli importi, da buon padre di famiglia, ho sempre tenuto conto della quota che lo Stato mi avrebbe rimborsato l’anno successivo defalcandola dalle imposte che dovrei pagare. Quest’anno, operando vergognosamente in modo retroattivo (dato che le donazioni sono già state fatte), il Consiglio dei Ministri mi ha DERUBATO di quello che ritenevo essere un mio diritto conclamato: riducendo i massimali, mi ha reso incapiente per questa quota di rimborso. Il prossimo anno sarò quindi costretto a ridurre del 38% l’importo delle donazioni in quanto dovrò rifarmi della quota RUBATA (19%) e della quota che non mi sarà più rimborsata (altro 19%). Mi spiace per le persone che ho sempre aiutato ma, purtroppo, non mi posso permettere ulteriori diminuzioni della mia pensione. Se queste sono le idee che vengono in mente ai nostri tecnici quando “lavorano” fino alle prime ore del mattino, meglio che le prossime volte si guardino un bel film alla televisione o che si concedano un buon sonno ristoratore. Sandro Becchia - BIELLA

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