Cerca

Sì, il PdL va rottamato

Gentile Direttore, condivido pienamente la sua opinione e cioè che il “PdL va rottamato”. Se si vuol ricostruire un partito credibile in grado di vincere le elezioni del 2018, in particolare i vertici del partito vanno resettati, i papaveri vanno tagliati perché responsabili della disfatta. Non è più sopportabile sentire i ritornelli delle “prime donne” del PdL che quando parlano in TV fanno solo danni al partito. Sono tutti personaggi politicamente non più credibili che hanno contribuito pesantemente al fallimento politico del centro-destra, sebbene nel 2008 avesse ottenuto una maggioranza epocale, irripetibile. Lei chiede chi andrebbe rottamato; io ritengo in primis coloro che hanno avuto problemi con la giustizia e poi altri quali Gasparri, Cicchitto, Larussa, Gelmini, Carfagna, Santanchè, Boniver, Brancher, Verdini, Scaiola e chi più ne ha più ne metta. Sono d’accordo con lei Direttore, il partito va completamente resettato e ricostruito da zero con personaggi nuovi, affidabili, competenti, con specchiata moralità e che vivano l’impegno politico come una missione e non come occasione per arricchirsi o quantomeno per ricavarsi una nicchia dove vivacchiare bene senza dover lavorare e faticare per arrivare a fine mese, come la maggioranza dei comuni mortali. Una squadra di calcio che ha fortemente deluso i tifosi viene ricostruita praticamente da zero, così dovrà fare, con molta umiltà, il centro-destra se vorrà essere competitivo per le politiche del 2018. Tentando invece di rabberciare una formazione politica, come mi sembra si stia facendo, il centro-destra sarà destinato a soccombere nettamente non solo nel 2013, ma anche per i prossimi 20 anni. Gli italiani sono stanchi del teatrino della politica, degli slogan, dei bla-bla, dei venditori di fumo, delle vergognose ruberie, degli enormi costi e sprechi della politica, di essere presi in giro con programmi elettorali irrealizzabili che servono solo da specchietto per le allodole (cioè per raggranellare voti), di promesse non mantenute, di una classe politica non sempre all’altezza del compito, in troppi casi dedita al malaffare e ora scopriamo anche collusa con la mafia. Il Paese non può più andare avanti su questo binario, è un binario morto e quindi si deve radicalmente cambiare il modo di fare politica iniziando col rinnovamento totale della classe dirigente. Gianni Porzi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog