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Lettera al Ministro

Gent.mo Direttore, Siamo un gruppo di insegnanti, stanchi di essere trascurati e maltrattati, sia dalle Istituzioni che dai Media. Ci piacerebbe che qualcuno si occupasse di noi. Siamo consapevoli che fa più notizia parlare di scandali e ruberie ma sarebbe altrettanto utile far conoscere come vogliono distruggere quel che resta della scuola pubblica. Questa volta però forse hanno esagerato, non pensate?. Le inviamo la copia della lettera che abbiamo inviato al Ministro Profumo tramite raccomandata A/R. Certi che verrà cestinata vorremmo, almeno, avere una risposta alla nostra mail, se non chiediamo troppo. Un gruppo di insegnanti del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano FR Al Ministro della Pubblica istruzione Ai Direttori dei quotidiani Nazionali Ai direttori delle trasmissioni televisive p.c. Al Dirigente scolastico del Liceo Scientifico di Ceccano p.c. Alle organizzazioni sindacali della Provincia di Frosinone Oggetto: Chiarimenti circa la legittimità della proposta inserita nella legge di stabilità. Ill.mo Sig. Ministro, Un gruppo di docenti della scuola superiore di II grado, esattamente il Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano FR, disorientato da dubbi e perplessità circa l’esattezza e la legittimità delle notizie diffuse dai mezzi di comunicazione (e dalle successive smentite) riguardanti i tagli contenuti nella legge di stabilità, Le chiede: 1. Dopo aver letto quanto pubblicato sui quotidiani – comprese le interviste da Lei rilasciate – ci dovremmo sentire rassicurati e onorati? 2. A proposito del “contributo di generosità” e del contentino finale dei 15 giorni di ferie aggiuntivi vorremmo sapere se sono state messe in atto strategie specifiche o se la strategia delle 24 ore al prezzo di 18 fa parte delle offerte di fine stagione. Siamo forse entrati, anche noi insegnanti, nella logica commerciale dei discount? 3. Sempre a proposito del “contributo di solidarietà”, vorremmo avere risposte circa il nostro contributo IRPEF, che ogni mese doniamo generosamente alle casse degli enti regionali e comunali. Ma il prelievo aveva forse lo scopo di fornire un fondo cassa da spartirsi equamente tra i partiti? 4. Prima di pensare ai possibili tagli avete pensato a tagliare i reali sprechi? In attesa di una Sua graditissima risposta, Le porgiamo le nostre umili riflessioni. Domanda N. 1 In termini di economia NOI siamo diventati professori (non è un gioco di parole), forse avete dimenticato che con il nostro stipendio, in media 1.400 €, NOI dobbiamo far fronte a tutte le spese per la gestione della famiglia e della professione: provvedere all’autoaggiornamento, al mantenimento dei figli, alla casa e alla nostra auto. NOI NON ABBIAMO DIRITTO A DIARIE E RIMBORSI di alcun tipo anche se il nostro posto di lavoro è a 30/50 Km di distanza, anzi, per tutta risposta, cosa riceviamo? Tagli, Tagli, Tagli. Da risparmiatori professionisti, non per scelta ma per necessità, vi suggeriamo più rispetto per i sacrifici dei lavoratori. Le ultime proposte risultano essere più insulti che rimedi: noi, certi di dare il nostro contributo quotidianamente e generosamente con i fatti non con le parole, chiediamo RISPETTO. Domanda N. 2 In merito alla domanda N. 2 facciamo presente quanto segue: Ringraziandola cordialmente e anticipatamente per le 2 settimane aggiuntive di ferie, vorremmo farLe presente che non riusciamo, a volte, a sfruttare i 36 giorni, maturati (domeniche e festività incluse), in quanto il nostro calendario di scuola secondaria superiore prevede esami di stato e verifica degli esiti sospesi. Molte volte ci siamo chiesti quale fossero il senso e l’utilità della “domanda di ferie”, che ogni anno dobbiamo sottoscrivere, visto che gli unici giorni disponibili sono quelli rimasti a disposizione tra la fine di tutte le attività previste e l’inizio del nuovo anno scolastico (ad esempio, nel precedente anno scolastico siamo stati in servizio ininterrottamente fino al 17 luglio!) Ciò premesso e visto il disposto della legge: “Il personale docente fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative. Durante la rimanente parte dell’anno la fruizione delle ferie è consentita per un periodo non superiore a sei giornate lavorative subordinatamente alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale senza che vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per le finanze pubbliche” ci piacerebbe sapere: a. Le ferie sono un diritto acquisito, oppure un provvedimento coattivo da parte del datore di lavoro? b. Perché, come tutti gli altri lavoratori, non possiamo decidere di “richiederle” nell'arco dell’intero anno? Dalla citata legge si evince che è possibile fruire delle ferie solo nei giorni di sospensione delle attività didattiche definite dai calendari regionali, quindi ci domandavamo: nei 45 gg sono comprese le sospensioni in occasione delle festività natalizie e pasquali? Ed ora parliamo delle difficoltà di svolgere le 24 ore al prezzo di 18. 18+6=24 operazione elementare ma…. non sempre la soluzione è quella giusta. Problema: • Se consideriamo che 6h è = 2/3 classi che si vanno ad aggiungere alle 6/9 già assegnate ad un insegnante che ha 18h di cattedra, quante classi dovrà avere il professore dopo il “contributo di generosità”? • Se consideriamo che per ogni classe, con una media di 25 alunni, il professore dovrà effettuare almeno 5 verifiche scritte e 5 verifiche orali annue, quale sarà il numero delle verifiche totali che effettuerà a fine anno? Quante saranno quelle devolute al “fondo di solidarietà”? • Se per ogni verifica scritta l’insegnante impiega mediamente 5h extrascolastiche per la preparazione + correzione della stessa, quante ore del suo tempo dovrà dedicare per un lavoro non retribuito? • Se consideriamo che ogni classe prevede almeno 6/8 ore per le attività extracurricolari e almeno 2 ore per gli incontri pomeridiani con le famiglie, quante ore pomeridiane extra dovrà impegnare per il fondo di solidarietà? Considerati i dati a disposizione, calcolate l’incognita che ha reso possibile tale decisione. La verità è questa, Signor Ministro, il nostro orario di cattedra, corrisponde a 18h di cattedra settimanali, ma il nostro impegno lavorativo è così distribuito: orario curricolare antimeridiano (18 h): mediamente dalle ore 8,00 alle 13,00 (buchi compresi, perché il nostro orario, come Lei saprà, per ragioni didattiche non può essere continuativo!) orario extracurricolare pomeridiano: 40+40h di attività extracurricolari (esclusi scrutini, e collegio di maggio, ricevimenti famiglie) vale a dire pomeriggi interi trascorsi a scuola a programmare, ratificare e deliberare le attività didattiche, per non parlare dei nostri pomeriggi dedicati alla preparazione del materiale scolastico! AUMENTANDO IL NOSTRO MONTE ORE SETTIMANALI NON CI RESTA CHE……… Domanda N. 3 In merito alla domanda N. 3 si fa presente: “Le addizionali regionali e comunali IRPEF sono addizionali all'imposta sul reddito introdotte per dar luogo ad un federalismo fiscale che desse maggiore autonomia agli enti locali. Sia l'addizionale regionale che quella comunale sono dovute da tutti i cittadini, residenti e non, che devono pagare l'Irpef”. A partire dal 1998 (regionale) 1999 (comunale), è stato avviato il decentramento fiscale finalizzato alla trasformazione del decentramento amministrativo stabilito con le c.d. leggi Bassanini. Dall'anno di imposta 2011 l'aliquota base dell'addizionale regionale è pari all'1,23%. Fino allo scorso anno era dello 0,9% ma il decreto Salva Italia ha decretato un aumento dello 0,5%, fino all'attuale 1,23%. Per le regioni che hanno un disavanzo sanitario, è obbligatorio applicare l'aliquota massima del 2,03%. Ciò premesso Le ricordiamo che noi versiamo mensilmente, oltre alle altre ritenute fiscali e contributive, un ammontare di circa 80 € da destinare alle risorse per lo sviluppo di enti regionali e comunali che dovrebbero essere reinvestite sul territorio, e tra gli investimenti ci dovrebbero essere scuole, ospedali etc. Ora ci domandiamo: poiché i nostri soldi sono stati utilizzati per scopi tutt'altro che leciti, come ampiamente documentato dagli ultimi accadimenti, con quale coraggio pensate di sfruttare il nostro lavoro per ottenere 182mln da reinvestire sulla edilizia scolastica ? ANDATE A PRENDERLI DOVE SONO STATI VERSATI ED USATI ILLECITAMENTE!!! Domanda N. 4 In merito alla domanda N. 4 vorremmo astenerci da ogni possibile e inutile commento e attendere i…”fatti”.

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