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L'on. Crosetto ha ragione

Gentile Direttore, sono anch’io convinto che la maggior parte dei parlamentari del PdL vada mandato a casa e in particolare tutti quelli che hanno ricoperto ruoli di responsabilità nel partito. Apprezzo l’on. Crosetto perché mi sembra persona intellettualmente onesta e, come ha dimostrato nei dibattiti televisivi, capace di ragionare con la propria testa esprimendo il proprio pensiero senza timore reverenziale nei confronti dei “papaveri del partito” che peraltro sono stati i responsabili principali della debacle. Non ha esitato ad attaccare anche l’on. Berlusconi dicendo che “tutti devono fare un passo indietro, anche Berlusconi” ed ha poi aggiunto di “essere stanco di un partito in cui tutti sono colpevoli tranne Berlusconi”. L’autonomia di pensiero e la capacità di manifestarla ritengo siano un grande merito dell’on. Crosetto in quanto gli yesman sono sì riusciti ad occupare posizioni che non meritavano assolutamente (in primis alcune poltrone da ministro), ma hanno dato un contributo determinante nella disfatta. Gli yesman sono sempre e ovunque una rovina perché con il loro atteggiamento servile nei confronti del Principe non danno alcun contributo al dibattito e quindi alla crescita culturale. La diversità di opinioni é una ricchezza indispensabile nella ricerca delle soluzioni migliori; la dialettica, se intellettualmente onesta, è fondamentale per realizzare una linea e un’azione politica democratica ed efficace. Spero solo che l’on. Crosetto non deluda coloro che lo apprezzano, come ha fatto invece l’on. Fini (Presidente della Camera per grazia ricevuta) dopo aver conosciuto la ex compagna di Gaucci e incrociato la propria strada con quella della famiglia Tulliani. Da quel momento ha avuto inizio il suo declino politico ed oggi non si dimette da Presidente della Camera (per grazia ricevuta) perché sa bene che non conterebbe più nulla essendo politicamente finito. Se vere, le dichiarazioni di Guido Paglia, ex Direttore delle relazioni esterne della RAI (in quota ex AN) su Giancarlo Tulliani, riportate nel corsivo di Aldo Grasso, dovrebbero essere a dir poco imbarazzanti per l’on. Fini. Paglia avrebbe definito il giovane cognato Tulliani “un ragazzotto arrogante e presuntuoso” e avrebbe aggiunto che l’on. Fini fece pressioni per piazzarlo in RAI. L’on. Fini è un esempio da manuale di come si possa annientare l’immagine e la credibilità di un uomo politico che godeva di un certo prestigio. Gianni Porzi

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