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CHI GUIDA LA POLITICA VENETA? NON IL CONSIGLIO REGIONALE

Che governo ha il Sistema Regionale Veneto? Il caso dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto. Nel settembre 2010 il Direttore dell’Agenzia è stato nominato Direttore Generale presso l’Azienda Ulss di Belluno. Non è stato individuato un successore, perché il Consiglio e la Giunta Regionale, nell’ottica di una riorganizzazione degli Enti Strumentali, avevano espresso l’intenzione di chiudere l’Ente, commissariandolo temporaneamente. A fasi alterne il dibattito sul tema è proseguito, fino a portare il Consiglio a cambiare idea nel giugno di quest’anno, dopo circa due anni di discussioni. L’Ente non chiude ma si riorganizza, con la promulgazione di una nuova legge (n. 5/2012) che prevede anche la nomina del nuovo Direttore entro 90 giorni. Nomina non ancora avvenuta pur essendo decorsi i termini. Ma nel frattempo dal cappello a cilindro di Padrin, primo firmatario della proposta di legge di riforma dell’ARSS, esce un coniglio nuovo: l’11 ottobre scorso la V° Commissione, da lui stesso presieduta, approva un Progetto di Legge omnibus in materia sanitaria, collegato alla Finanziaria Regionale che prevede tutt’altro. L’ARSS verrà completamente svuotata dei suoi dipendenti, avrà azzerato l'organico, gli attuali dipendenti verranno riassorbiti, non si sa con quali modalità, nelle Aziende Ulss e in Regione, e di volta in volta eventualmente chiamati in comando a lavorare presso l’Agenzia. Ogni tre anni, poi, allo scadere del Direttore, si applicherà uno spoil system originale, per cui tutti i contratti saranno azzerati e il nuovo Direttore, oltre a scegliersi i dirigenti che preferisce, sceglierà addirittura funzionari e impiegati. In termini di risparmio, dato che siamo in clima di spending review, abbiamo calcolato che sia pari a zero: se i dipendenti saranno tutti riassorbiti dalle Ulss, il costo del personale a carico del SSR resterà invariato, cambierà esclusivamente il soggetto creditore. I costi di funzionamento continueranno ad esserci, perché chiunque lavori in Agenzia, a qualsiasi titolo, avrà comunque bisogno di personale di segreteria, cancelleria, utenze telefoniche, apparecchiature informatiche… L’ARSS così perderà la sua natura di ente tecnico e strumentale, terzo e indipendente nella valutazione delle scelte di politica sanitaria (una delle ragioni principali che avevano deposto per la sua sopravvivenza), come oggi avviene nei processi di accreditamento o nelle analisi dei bilanci, o ancora nella valutazione di acquisto delle apparecchiature sanitarie. Il continuo cambio del personale, messo sotto scacco dal fatto che i comandi vengono rinnovati di anno in anno, fa infine venir meno la garanzia della continuità del servizio offerto e la serenità dei professionisti nel lavorare in modo tecnico e imparziale. Non cambia nulla, anzi la situazione peggiora. Allora qual è la motivazione per questo cambiamento? Ma soprattutto, come cittadini ed elettori pensanti di questa Regione, non possiamo non chiederci per quale ragione un Consiglio Regionale butti due anni a pensare una soluzione a quello che pare un problema, e immediatamente dopo averla presa cambi tutto. La sensazione che abbiamo è che le motivazioni siano oscure anche ai consiglieri, visto che una valutazione costi-benefici è lungi dall’esser stata compiuta. Eppure crediamo non sia oscura a chi guida davvero la sanità regionale, e il dubbio è che l’obiettivo sia altro dal migliorare il sistema. Tra l'altro, l'Agenzia Regionale è stata il primo organo tecnico a suggerire all'Assessorato che la gara per l'appalto della copertura assicurativa delle aziende del Servizio Sanitario Regionale nasceva sotto una cattiva stella. E gli articoli di questi giorni lo dimostrano. E ci chiediamo, allora, a cosa servono i consiglieri regionali? E per quale ragione, soprattutto, si voglia con questo progetto di legge mettere un bavaglio ai tecnici veri che operano nel sistema sanitario, per lasciare spazio ai vassalli dei politici.

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