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facebook in punta di piedi

In punta di piedi… Capita sempre più spesso, specialmente nel mondo dei social network, come facebook ad esempio, di vedere pubblicati, con grande disinvoltura, post con fotografie di bambini o altre persone fragili, oggetto di fatti drammatici o in conseguenza di campagne spudoratamente sterili e opportunistiche. Ogni fatto drammatico, di per se, necessita di un certo riserbo, perché all’interno di questo convivono sentimenti e circostanze difficilmente comprensibili, soprattutto da chi non né è personalmente coinvolto. Ho iniziato la mia attività professionale in un reparto di Oncologia Pediatrica e i drammi che si sono consumati davanti ai miei occhi non possono e non devono essere testimoniati in questo modo, perchè così toglierebbero, a questi piccoli martiri, quella dignità che certe volte non riusciamo neanche a immaginare. Si usano e si abusano circostanze dolorose per poter coinvolgere emotivamente persone impressionabili, alle quali si vuol dare motivo di inutile ansietà. Condividere, o dichiarare "mi piace", non vuol dire assolutamente avere coscienza della vicenda, e neanche trovare soluzione affinché il dramma non si ripeta. La cosa giusta è vivere questi fatti con discrezione, rispettando la sofferenza e la dignità altrui e, se proprio dobbiamo intervenire, dando umanità ai social network, facciamolo con prudenza e in punta di piedi. Fabio Barbarossa

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