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Lettera aperta al Ministro Profumo

LETTERA APERTA AL MINISTRO PROFUMO Gentile Ministro, Le scrivono alcuni Docenti della scuola secondaria di I grado. Abbiamo letto quanto da Lei detto, e abbiamo da obiettarLe alcuni punti. Innanzitutto, non è gratificante, per chi continua a dare il meglio di sé, leggere che "con i docenti ci vuole il bastone e la carota", è un'espressione francamente volgare che oltraggia le persone cui è rivolta ma depone a sfavore di chi la pronuncia, perché sono parole che si rivolgono solo alle bestie da soma: dunque per Lei i docenti sono bestie da soma; ma tralasciamo questa goffaggine e procediamo con ordine. ORARIO: nel disegno di legge da Lei esposto si dovranno aggiungere 6 di insegnamento e/o recupero e/o programmazione, ore possibilmente pomeridiane. (Siamo perplessi sul fatto che le ore pertinenti all'insegnamento di Religione rimarrà invariato a 18). Ci chiediamo: come si debbono comportare quei docenti nelle cui scuole, per fatti puramente naturali (non ci sono state iscrizioni in tale senso) sono scomparse le classi a tempo pieno? A questo si aggiunge che le attività di recupero vengono già fatte sia in orario curricolare sia in orario extracurricolare. Ancora, per il CCNL/06, art 29, la funzione docente (oltre alle 18 ore di insegnamento) comprende: 40 ore di Collegio Docenti e articolazioni varia(come Riunione per dipartimento e materie, e consegna delle schede di valutazione) e un monte ore massimo di 40 ore per i Consigli di Classe. Rientrano, senza alcuna quantificazione oraria, gli scrutinii, gli incontri scuola-famiglia, cui si aggiungono anche le ore per l'espletamento dei compiti pertinenti vari incarichi (Collaboratori de D. S., Funzioni Strumentali e Commissioni) e quelle trascorse a colloquio con i genitori che chiedono appuntamenti nelle ore mattutine e quelle (mai calcolate) impiegate per la preparazione delle lezioni (con la novità della LIM) e la correzione dei compiti e si renderà conto, Ministro, come forse i Docenti lavorino ben più di 18 ore (e per taluni Docenti queste 18 ore sono distribuite su 9 classi e su 2 scuole). Oltretutto, nelle Riunioni per dipartimento la programmazione viene fatta in verticale, mentre nelle Riunioni per materie la programmazione avviene anche in orizzontale. Insomma, Ministro, noi già facciamo quello che Lei dice si debba fare. STRUTTURE: queste 6 ore aggiuntive, dunque, verranno trascorse in classe? Usiamo tale espressione, Ministro, perché, vede, nelle scuole italiane non ci sono studioli per i singoli docenti e si dispone solo della cosiddetta"Sala Professori" che non è sempre una "Sala" ma un vero e proprio bugigattolo e, sinceramente, studiare, correggere compiti e, insomma, assolvere tutte quelle mansioni che costituiscono la funzione docente, risulta quanto mai difficoltosa in sale/bugigattoli che mancano di postazioni computer, scrivanie ecc. ecc. Certo, ci rendiamo conto che forse Lei vorrebbe la scuola italiana informata al modello anglosassone, ma la realtà è ben diversa. LESIONE DELLA LIBERTA' PERSONALE: in merito a queste ore aggiuntive, citiamo: "Ad una lettura filologica, si potrebbe anche dedurre che, per i docenti che vorranno continuare a lavorare “solo la mattina”, le retribuzioni saranno addirittura più basse: “Non abbiamo intenzione di coltivare il luogo comune degli insegnanti italiani che guadagnano poco e lavorano poco, conosco la delicatezza di quel mestiere avendolo fatto, chiedo solo che siano più flessibili. Si potranno differenziare gli stipendi: più bassi per chi vuole lavorare solo la mattina, retribuzione piena per chi accetta l'aumento delle ore" (http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=29324). Forse, Ministro, non si rende conto che in questi termini l'offerta lavorativa si pone come un ricatto perché non è permessa una scelta serena del monte ore lavorativo ma la questione è data in termini ricattatori essendo negata qualsiasi possibilità di libera scelta. Di fondo, è un'induzione a schiavitu'. E a questo proposito, Ministro, ci corre l'obbligo di dire altro. Pur essendo noi orgogliosi Docenti della scuola pubblica, in quanto capace di offrire maggior confronto e pluralità e garante della tutela di questo patrimonio, proprio per il nostro magistero siamo anche assertori convinti della libertà personale e della tolleranza, pertanto siamo rimasti sconcertati di fronte a queste parole "Per trasferirsi in una scuola paritaria bisognerà avere la residenza nell'area dell'istituto privato o avanzare giustificazioni serie per chiedere lo spostamento. " ((http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=29324) Ministro, un genitore ha il diritto di iscrivere il proprio figlio dove ritiene meglio senza giustificare nulla a nessuno altrimenti questo non è più uno stato di diritto ma una dittatura poliziesca basata sulla vessazione. Siamo d'accordo con Lei che tanti diplomifici vadano chiusi, ma il marcio è dappertutto: negli istituti privati/paritari come in quelli pubblici. Forse sarebbe il caso, innanzitutto, di accertare quali siano i diplomifici e poi agire di conseguenza. RETRIBUZIONE E IMPIEGO: a noi Docenti si richiede, pertanto, uno sforzo psicofisico aggiuntivo che ci sottrae ad altri doveri, non ultimi quelli familiari. E questo per 15 giorni di ferie in più? Ministro, ma se sono bloccati i contratti e ai dipendenti pubblici non verrà pagata l'indennità di vacanza contrattuale, cosa ci facciamo, moralmente e materialmente parlando, con 15 giorni di vacanza in più nel periodo di luglio/agosto quando i costi di qualsiasi soggiorno, anche il più modesto, subisce un rincaro per le leggi di mercato? E come faranno quei precari che prima sono stati abbindolati con il miraggio delle assunzioni in ruolo e ora si trovano ad avere sborsato notevoli somme di denaro per corsi universitari (obbligatori) che dovevano portare al concorso e che, invece, non porteranno a nulla? Insomma, oltre a non voler pagare chi già lavora oltre il dovuto, si chiedono soldi con l'inganno a chi forse, purtroppo, sarà costretto a fare il "concorsaro a vita" (la nuova figura impiegatizia proposta dallo stato), affetto da una retribuzione scarsa e singhiozzante. Ministro, ciò che abbiamo ora esposto si configura come frode (o truffa) e raggiro. Detto questo, gentile Ministro, ci rendiamo conto delle Sue lodevoli preoccupazioni affinché la Scuola Italiana sia più competitiva (traducendosi questo con un miglioramento dei dati provenienti dall'INVALSI e dai rapporti OCSE-PISA) e affinché si possano trovare fondi per l'edilizia scolastica e l'aggiornamento dei Docenti. SOLUZIONI: per l'ultimo punto, considerino, Lei e i Suoi colleghi, quanti gesti di generosità sono stati chiesti in questa legislatura ai cittadini italiani che gradirebbero, a loro volta, un gesto di generosità; e considerino, anche, Lei e i Suoi colleghi, come in futuro tanti "concorsari", dipendenti pubblici e privati, piccoli imprenditori, artigiani, gente che studia e che lavora, non sa come né di che cosa camperà. Pertanto, in merito al reperimento di fondi, noi Docenti, cittadini italiani, cui tanta generosità è stata chiesta e ci viene chiesta e che ne gradiremmo altrettanta di ritorno, ci saremmo aspettati che Lei e i Suoi gentili colleghi si fossero drasticamente ridotti stipendi e benefit e che soprattutto, a cominciare dal capo del Governo, Professor Monti, avessero fatto un atto di generosità rinunciando alle pensioni che saranno percepite alla fine del Loro mandato e che si sommeranno ad altre che, giustamente, godranno alla fine delle Loro carriere. Infine, in merito al miglioramento della didattica, Ministro, non sono i libri elettronici o i tablet che permetteranno un'evoluzione positiva, dia retta a chi ha esperienza! Dunque, ci permetta di suggerirLe alcune possibili soluzioni: 1. Per tutti i Docenti l'orario lavorativo sia dalle 8 alle 14, dal lunedì al venerdì e con retribuzione adeguata al nuovo orario. Invero, il CCNL non prevede l'obbligo , per i Docenti, di timbrare il cartellino ma necessità fa virtu' e in base alla flessibilità didattica siamo certi che i DD. SS. sapranno organizzare al meglio le forze dispiegate nella mattinata. 2. Effettuare un'indagine rigorosa e capillare per individuare i diplomifici, anche all'interno della istruzione statale, e agire di conseguenza. 3. Effettuare un esame rigoroso e attento dei cosiddetti "progetti" sia all'interno dei singoli istituti sia a livello nazionale (si informi circa il PQM: a nostro parere, è stato uno sperpero vergognoso di fondi strutturali europei che potevano tornare utili, almeno in parte, per l'edilizia scolastica). 4. Reintrodurre i Programmi Ministeriali (quelli del '79, per intenderci) e abolire le famose Indicazioni del Curricolo che stanno sfornando una generazione di ignoranti e che sono il pretesto migliore, per chi non ha voglia di lavorare, di continuare a non fare nulla (e così si ritorna ai progetti, che spesso sono studiati per evitare" lavori pesanti"). 5. Abolire l'INVALSI sia come ente (eccessivamente dispendioso, come si evince dal sito alla voce "Trasparenza") sia come modello lavorativo per ritornare a privilegiare la didattica in quanto tale e non finalizzata ad un test che viene percepito come punitivo da alunni, Docenti e istituti scolastici. RingraziandoLa per la Sua cortese attenzione, porgiamo i nostri più sentiti saluti. I Docenti della S. S. di I Grado "R. Rossellini" dell'I. C. Formello - Formello (Roma) Gerardo Antonazzi Stefania Barile Angelica Battista Elisa Brandimarte Maria Luisa Chiacchierini Rosetta Codispoti Fabiana Congestri Giulia Crespi Paola Del Pizzo Giampiero Di Niscia Morena Ercoli Emanuela Filippi Franco Iacovitti Silvana Imbimbo Vincenza Lombardi Angela Lupoli Silvana Manna Lina Mastroianni Katia Mastroianni Milvia Montenigro Stefania Morelli Donatella Occhipinti Giorgio Papi Nicoletta Paroni Maria Rosaria Perillo Loretta Primi Maria Giulia Rosetti Marina Saci Giovanna Sandulli Katia Sgalippa Carlo Siena

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