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Carina Melchior

È notte fonda, suona il telefono. La voce assonnata risponde e, dall’altra parte del cavo, una voce ansiosa, fredda, ti dice di correre in ospedale: tua figlia, 19enne, ha avuto un grave incidente in auto ed è grave, molto grave. I medici ti fanno accomodare in una saletta e con molto tatto, ma anche con molta fretta, iniziano a farti un discorso che, lì per lì, non capisci. Ti dicono che non c’è nulla da fare e che tua figlia è cerebralmente morta ma, se tu vuoi, la puoi far tornare in vita, donando i suoi organi a un’altra persona. Pensi di stare ancora sognando ma l’urlo disperato di tua moglie, la madre, ti fa capire che sei fin troppo sveglio. È notte fonda, suona il telefono. La voce assonnata risponde e dall’altra parte del cavo, una voce ansiosa, fredda, ti dice di “prepararti”…per tuo figlio, forse, c’è un probabile donatore. I medici ti fanno accomodare in una saletta, tuo figlio ha ancora il pigiamino; dalla fretta sei volato via senza pensare a nulla. Lo guardi, ti sorride: forse un cuoricino nuovo arriverà presto e si salverà. Solo una parete, sottile qualche centimetro, divide le due famiglie. Nessuno lo sa, ma in quell’ora fredda della notte, il destino gioca a carte con la vita. I genitori di Carina acconsentono, i genitori di Luca pregano, i medici sono pronti, oramai è tempo solo di mettere i due corpi vicini all’altro. All’improvviso Carina si sveglia, fra lo stupore generale, sorride e muove le gambe. I genitori di Luca ancora non lo sanno. Fermiamoci qui. La stampa, l’informazione, a questo punto, mette in discussione la morte cerebrale, la cosiddetta morte apparente e un’eventuale donazione d’organi. La verità è un’altra: errore diagnostico. Un medico che sbaglia, purtroppo, non fa più notizia. Se, invece, un’informazione errata può provocare la morte vera di tanti esseri umani in “lista d’attesa”, togliendo anche l’ultima speranza, allora la cosa cambia e chissenefrega se l’informazione è errata: l’importante è “fare notizia”, vendere il maggior numero di copie possibili. La vita è un optional per taluni. P.S.: Questa vicenda è accaduta la settimana scorsa in Danimarca, all’Aarhus Hospital. La ragazza, di 19 anni, si chiama Carina Melchior.

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