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DL 18 ottobre 2012, n. 179 recante "ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese"

Pregiatissimo Direttore, vorrei segnalare un problema, a mio avviso molto grave, che a breve ancora una volta creerà non pochi problemi ai cittadini. In seguito alle novità introdotte dal DL 18 ottobre 2012, n. 179 recante "ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese" e in particolare relativamente a quanto previsto in materia di assicurazioni dall’art. 22 – "Misure a favore della concorrenza e della tutela del consumatore nel mercato assicurativo" a far data dal 20/10/2012, le compagnie di Assicurazione devono rispettare il divieto di stipulare contratti RCA di durata superiore all’anno e con clausola di tacito rinnovo. Tutto ciò, molto semplicemente, significa che il Cittadino-Consumatore non potrà più beneficiare del cd "periodo di comporto, cioè dell’ulteriore proroga della copertura assicurativa di ulteriori 15 giorni dopo la naturale scadenza contrattuale, e pertanto la stessa copertura cesserà di avere efficacia alla ore 24.00 del giorno di scadenza annuale contrattualmente prevista. I nostri Professoroni ci devono spiegare se è questa la tutela del Consumatore. In tal modo il Cittadino è costretto a pagare in anticipo il premio di assicurazione anche di molti giorni, se consideriamo che la data di scadenza della propria polizza può essere a cavallo delle Festività, del periodo di ferragosto o altro. Infatti se l’agenzia assicurativa di fiducia è chiusa per ferie , cosa si deve fare? Pagare in anticipo anche di 15 giorni. Da parte dell’Agenzia inoltre vi è la necessità di incontrare personalmente il cliente in quanto, trattandosi di nuovo contratto, è necessario si raccolgano tutte le necessarie firme sui contratti, compreso le varie informative e la documentazione voluta dalla Legge sulla tutela della Privacy. Ancora molto semplicemente, e tralasciando l’ulteriore impegno lavorativo da parte del personale addetto, tutto ciò comporta quantomeno una ulteriore perdita di tempo per il Consumatore costretto a mettersi in fila negli uffici assicurativi ed attendere il proprio turno, ma comporta anche un abnorme ed assurdo spreco di carta e di inchiostro delle stampanti con innegabile ripercussione anche in materia di tutela dell’ambiente. Chi ne trarrà beneficio da questa norma scriteriata? Mi vien da dire le cartiere, i produttori di cartucce di toner, le aziende di assistenza informatica, non certo il Consumatore. Non era molto più semplice fare una norma che, lasciando tutto inalterato, prevedesse il "non obbligo" della disdetta al contratto lasciando quindi l’assoluta libertà al Consumatore di cercarsi la miglior polizza in termini di garanzie e prezzo!!!!! Ma dove si vuole andare? I professori parlano di sburocratizzare lo stato e di snellire le procedure e poi fanno norme che trasportano burocrazia e ingessamento anche nelle Aziende Private. Grazie per l’attenzione e nella speranza di veder pubblicata sul quotidiano che egregiamente dirige questa mia riflessione, molto distintamente La saluto. Samuele Campedelli ZEVIO VR

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