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La TV italiana all'estero

Ho viaggiato diverse volte per motivi di lavoro e sono stato in Africa, USA, Asia oltre che Paesi Europei. Credo che ad ogni Italiano che lavori all’estero o che ci si trovi momentaneamente per turismo, faccia sempre piacere guardare alla TV i programmi dei principali canali nazionali (RAI, MEDIASET, LA7). Questo ci fa sentire meno lontani da casa ed inoltre ci tiene costantemente informati su ciò che accade nella nostra cara e bella Italia. Così, fusi orari permettendo a secondo di dove ci si trovi, possiamo guardare tutti i TG, programmi culturali, di intrattenimento, politici, quiz, etc… Riconosco che è un buon servizio reso a quanti si trovino all’estero. Col tempo, ho iniziato a chiedermi come mai i principali canali TV nazionali trasmettano interamente i programmi che sono esclusivamente di interesse nazionale, e non vi fosse, per esempio, una rete televisiva come la BBC International o CNN International. Di conseguenza, mi sono reso conto che i fatti propriamente nostri vengono trasmessi in tutto il mondo. E per fatti nostri intendo naturalmente trasmissioni come Porta a Porta, Ballarò, Omnibus, Verissimo etc… per mezzo delle quali, chi li guarda, scopre tutte le nostre vulnerabilità, i fatti di corruzione, i problemi politici, discussioni su fatti di criminalità organizzata e non, comunque problematiche solo nostre che non ritengo sia il caso metterli alla berlina gratuitamente in tutto il mondo. Per di più, si rovina così l’immagine dell’Italia e degli italiani onesti. Non fanno così infatti gli Inglesi e gli Americani, né mi risulta che anche i Francesi, Tedeschi o Spagnoli trasmettano sul satellite tutti i loro canali televisivi nazionali e che divulghino via etere, i loro problemi nazionali. Non mi sorprenderei se trasmissioni televisive nazionali, possano essere state talvolta, certamente involontariamente, motivo di inflessione dei valori di mercati / società nazionali quotate in Borsa. Coloro che parlano e capiscono la lingua italiana nel mondo sono molto più di quanto crediamo. In Giappone, per esempio, una delle lingue straniere che si studia alle scuole medie e superiori, è l’italiano. Sono tuttavia consapevole del fatto che chi specula trova tutte le informazioni che gli servono e non le attinge dai nostri TG, ma sono anche convinto che ascoltare le nostre TV all’estero, può aiutare. Un canale televisivo che tratti solamente di turismo in Italia e Storia dell’Arte Italiana con itinerari da fare, musei da visitare, posti e bellezze naturali da scoprire e valorizzare sarebbe una innovazione. Il nostro patrimonio artistico è unico al mondo. Noi Italiani normali all’estero (sia per lavoro che per turismo), non meritiamo di sentirci dire dal lavaggista auto di una cittadina della Georgia: “Italiano? Berlusconi bunga-bunga!”, o dal venditore di spezie in una città Eritrea: “Napolitano - accordo mafia?”, etc…. etc…… Antonino Ciminna Vicenza

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