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RU 486 da record

Signor Direttore, a Reggio il 30 % degli aborti avviene con la pillola abortiva Ru 486 ma occorre ricordare alcuni dati. Gli studi sull’applicazione del farmaco, pubblicati sulla rivista New England Journal of Medicine, sono stati condotti in Francia, Stati Uniti e Cina. In Cina il “mifepristone” (il principio attivo della RU 486), che contrasta l’azione dell’ormone della gravidanza, (il progesterone), è usato da almeno 15 anni. Nel 2000 si sono verificati 7 milioni di aborti chimici, ma la pillola abortiva è stata ritirata, e le donne sono obbligate ad assumerla durante il ricovero in ospedale. Questa precauzione è stata assunta da uno Stato che non si pone problemi etici, ma che è giunto alla decisione dopo diversi casi di morte dovuti a shock settico. Ne parlano anche studi californiani e svedesi. Nel corpo femminile si genera un’infezione dovuta ad un batterio ( il Clostridium sordellii). Sembra che il mifepristone alteri il sistema immunitario della donna determinando uno specifico deficit immunitario. Quindi l’infezione non è provocata dall'embrione morto in utero, né si verifica uno shock anafilattico da allergia ma il rischio è molto elevato, fino alla morte. Inoltre occorre dire che l'embrione di 49 giorni (termine utile per assumere la RU 486) non è un "prodotto del concepimeto" ma un individuo umano in fase embrionale, così come dicono i genetisti italiani

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