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ACI BRESCIA - IL MARCHIO 1000 MIGLIA FA' GOLA A ROMA

CARISSIMO DIRETTORE Le scrivo per mettere in evidenza una situazione davvero incredibile, infatti con mille artifizi qualcuno a Roma vuole mettere le mani sul Ns marchio della 1000 miglia. L'Automobile Club Italia (ente parastatale che ogni anno ha un passivo di 32 milioni di Euro), ha deciso con varie manovre di commissariale l' Automobil Club Brescia (proprietario del marchio !000 Miglia). Ora La situazione e' che Nonostante da Brescia i conti evidenziassero (finalmente) un risanamento messo in atto dal Consiglio in carica, Aci Italia decide di commissariare l'AC Brescia. Mandano un commissario che, nel giro di pochissimo, conferma la direzione virtuosa intrapresa e dichiara che il suo incarico non ha senso di esistere. Preso atto (e per non sconfessarlo) il Ministro chiede ancora un parere alla direzione dell'AC Italia che, a sua volta, non paga del primo, insiste. Ed invia il secondo commissario che, nemmeno due settimane dopo, si dimette, per non dover sottostare a delle fortissime pressioni. Questi i fatti. Le conseguenze sono, al momento, un blocco di tutte le attività di straordinaria amministrazione (tra queste l'organizzazione e la pianificazione delle attività sportive) causato dalla mancata reggenza dell'Ente, un punto di domanda enorme sul futuro e, anche peggio, la percezione da parte di chi assiste alla querelle che si tratti di una farsa di proporzioni enormi. In questo scenario hanno buon gioco sciacalli vari che si avvicendano a fare ricorsi di varia natura al TAR con l'unico scopo di esautorare, chi per interesse monetario, chi per aspirazioni alla presidenza, il Consiglio eletto. Ora, svestendo i panni di chi ha sostenuto e sostiene l'attuale Consiglio, io -e tantissimi con me- credo che sia ora di dire basta. E' provato (e ri-provato) che i conti sono a posto, quindi il commissariamento non ha senso di esistere. E' provato, grazie agli evidenti segnali, che chi, dopo la scadenza naturale del suo incarico di organizzare la 1000 Miglia, non essendo stato riconfermato ora rivuole "il gioco". NON è provato, ma è di facile lettura, che qualcuno sta alle spalle del farabutto di cui sopra e mira ad espropriare il prezioso marchio. Sarebbe populismo (e faziosamente politico) dire "Roma ladrona" ma qui la politica non c'entra. Qui ne va del futuro di una cosa che per tanti, troppi, è merce di scambio ma per noi sportivi è un motivo d'essere importante: le gare (storiche e moderne) e la passione per l'automobilismo. Quindi? Quindi credo che sia ora di muoversi sollecitando il Ministero del Turismo affinchè prenda una posizione chiara, delineando le linee da seguire e senza che ci sia spazio di intervento (e di ricorso al ricorso del ricorso) per mercenari o prezzolati.

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