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Ricordiamoci dei capponi di Renzo

Per chi crede ancora in un centrodestra degno di questo nome, crea sconcerto (come minimo) il continuo susseguirsi di notizie circa le divisioni, le prese di posizione, gli scontri, le faide, le contraddizioni, la confusione da cui è scosso in questi giorni il Pdl, nelle sue varie anime e nei suoi vari esponenti, più o meno in vista. La diversa collocazione nelle correnti in cui si è andato frantumando il partito, o più semplicemente le diverse personalità ed attitudini caratteriali, concorrono a rendere variegata la gamma delle posizioni che assumono i singoli esponenti. Tuttavia, sembra che i diversi punti di vista si polarizzino su due o tre temi: eventuale sfiducia a Monti, bocciatura o meno di Alfano, incognita delle primarie. Temi peraltro tra loro variamente intrecciati. La disparità di vedute sul futuro ruolo di Berlusconi (un parziale ritiro o all'opposto una sua ricandidatura) è quasi un sottoprodotto delle contrapposizioni su tali temi. Ma nel frattempo che succede nel complesso panorama politico? Le elezioni regionali in Sicilia sono state un disastro (e questo è un fatto), i sondaggi danno il Pdl in rovinosa discesa (e questo, pur nel carattere aleatorio dei sondaggi, è comunque un'indicazione), le sinistre appaiono più pronte, anche se in mezzo a varie difficoltà, a cogliere le opportunità che potrebbero derivare dagli umori del Colle (e questo è almeno un sentore). Mentre i maggiorenti del Pdl non trovano di meglio che combattersi tra loro, incapaci di un'offerta programmatica credibile, tutto attorno il resto della politica in qualche modo cammina. Tristemente, sembra un po' di vedere i capponi di Renzo Tramaglino di manzoniana memoria, che si beccavano in un momento di gramo destino. Spero proprio di aver esagerato.

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