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Serpico... che meraviglia per i poveracci

Sono entrate in vigore le disposizioni contenute nell’articolo 11 del decreto Salva Italia. Abbiamo scoperto che l'Italia si salva con la comunicazione dei dati contabili all’anagrafe tributaria da parte di banche e operatori finanziari. Milioni e milioni di informazioni sui più piccoli movimenti dei nostri conticorrenti, delle nostre carte di credito, dei nostri libretti, e dei nostri risparmi finiranno nel grande database gestito da Serpico. Qui il cervellone provvederà a confrontarli con quelli provenienti dalle società telefoniche, dai gestori di luce e gas, dalle assicurazioni e qualsiasi altra cosa venga in mente. I dati potranno prendere due vie. Una porta al redditometro, il mostruoso meccanismo che, stando alle intenzioni degli ideatori, sarebbe addirittura in grado di prevedere una nostra futura evasione, elaborando in anticipo quale sarebbe il nostro profilo di contribuente “ congruo ”. In sostanza Serpico, che dietro la minacciosa immagine del superpoliziotto nasconde l’acronimo Servizio per le informazioni sul contribuente, sulla base delle nostre spese e del nostro stile di vita sa prima di noi quante tasse dovremo pagare. Se poi la cifra non coincide potrebbero essere guai. Intanto i soldi buoni continuano a fuggirsene all'estero, come i cervelli d'altro canto, mentre la moneta dei poveracci rimane qui e viene pure tartassata.

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