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verità orario insegnanti

Caro Direttore Belpietro, sono un tuo affezionato da anni ma sul tema della scuola pubblica sono rimasto un po' perplesso. Io sono appunto un insegnante e mi è dispiaciuto leggere sul tuo giornale articoli che non fanno alcuna chiarezza su un tema così delicato e strategicamente fondamentale per la nostra società che è quello della scuola. Molti altri lettori (e alcuni anche amici miei fra l'altro) ti scrivono per insultare gli insegnanti che non vogliono lavorare più di 18 ore alla settimana a fronte di impiegati che ne lavorano 36 o metalmeccanici che ne lavorano 40. Ma perché non dire chiaramente che le fantomatiche 18 ore non sono l'orario settimanale degli insegnanti ma soltanto le ore frontali in classe? Poi ci sono le ore dedicate alla programmazione, alla preparazione delle lezioni sia di classe sia individualizzate, alla preparazione delle verifiche, alla correzione delle verifiche, alle riunioni (collegi docenti, consigli di classe, riunioni interdisciplinari, incontri con genitori, incontri di formazione, lezioni di recupero, incontri per progetti, ecc.). Oltre a tutto questo (che penso basterebbe!), anche volendo essere falsi e non dire nulla su queste ore non frontali, bisognerebbe dire che 18 ore in classe sono logoranti e che fare una lezione a 25 studenti (che moltiplicati per classe arrivano anche a 150-200 studenti alla settimana) non è proprio come stare in ufficio a evadere pratiche con la possibilità per l'impiegato di fare pause, di bere un caffè, di fare una telefonata e volendo anche stare da soli senza interagire con nessuno. Io, come probabilmente altri insegnanti, dopo aver visto il DDL stabilità, ho conteggiato le mie ore di lavoro e sono arrivato a contare anche 40-45 ore settimanali (per la preparazione di alcune lezioni ho lavorato anche di notte). Non tutte le settimane sono così ovviamente ma appare evidente che sbandierare come orario degli insegnanti le 18 ore settimanali, è insultante verso questi ultimi. Infine mi permetto di dirti che altri quotidiani hanno pubblicato la tabella orario di lavoro-stipendio di comparazione con paesi come Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e altri ancora, dove risulta chiaramente che chi sta peggio sono gli insegnanti italiani e secondo il mio modesto parere un grande giornale come il tuo, che fa della libertà una bandiera, non può non essere da meno come completezza di informazione. E poi fammi dire ad alta voce che il tuo giornale non è il giornale degli egoisti, menefreghisti che si bevono la logica editoriale di Berlusconi ma il tuo giornale è un grande giornale al servizio del paese contro i comunisti padroni asserviti allo statalismo sciupone. W Berlusconi e W Belpietro!!! Tuo lettore con stima. F.D. Genova insegnante scuola pubblica (non siamo tutti comunisti!)

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