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On. Crosetto, partecipi alle primarie

Gentile Direttore, dalle notizie dei media apprendo che l’on. Crosetto non si candiderebbe alle primarie perché non intende gareggiare contro l’amico on. Alfano, che l’on. Gelmini è incerta se scendere in campo, che probabilmente si presenterà Formigoni, etc. Mi chiedo se questi signori si rendono conto che stanno giocando con il futuro degli italiani oppure pensano si tratti di una partita a carte o a tennis nel circolo sportivo. Io nutro una certa stima nei confronti dell’on. Crosetto che mi è sembrato (dagli interventi nei dibattiti televisivi) persona intellettualmente onesta e obiettiva e che esprime le proprie opinioni senza alcun timore reverenziale verso nessuno, cosa inconsueta essendo i partiti infarciti di “cortigiani del Principe”. Pertanto, mi sorprende molto se non dovesse candidarsi e dovrei ammettere di essermi sbagliato su ciò che penso dell’on. Crosetto. Ritengo che la partita in gioco è troppo importante perché l’on. Crosetto abbia scrupoli nei confronti dell’amico on. Alfano : si tratta infatti di definire una linea politica di un partito in caduta libera, non di assumere la guida della bocciofila. Sarebbe poi un notevole danno di immagine per il PdL se partecipasse alle primarie l’on. Gelmini, che diventò Ministro per grazia ricevuta dall’on. Berlusconi (é vero che ogni Paese ha i Ministri che si merita, ma a tutto c’è un limite) o altri. Certe candidature costituirebbero un chiaro segnale che il partito non intende rinnovarsi sotto qualsiasi punto di vista. Ribadisco che la colpa del KO siciliano è in primis attribuibile all’on. Berlusconi (che ha profondamente deluso gran parte dei suoi elettori non avendo realizzato la tanto promessa “rivoluzione liberale”), ma anche ai vari “papaveri” del partito, alle persone delle quali il Cavaliere si è circondato, cioè i “cortigiani ”, i “fedeli scudieri”, i “servitori del Principe” senza se e senza ma, i “signor nessuno”, quelli che io definisco “yesman”. Gli italiani sono stanchi di certi personaggi politicamente non più credibili (perché hanno dimostrato la loro inadeguatezza) contribuendo non poco al fallimento politico. Se il partito non viene completamente resettato e ricostruito da zero con personaggi nuovi, competenti, affidabili, con specchiata moralità e che vivano l’impegno politico come una missione e non come occasione per arricchirsi o quantomeno per ricavarsi una nicchia dove vivacchiare bene senza dover lavorare e faticare per arrivare a fine mese, come la maggioranza dei comuni mortali, andrà incontro a ripetute sconfitte per i prossimi 20 anni. Sulla legge di stabilità i partiti che appoggiano il governo Monti si giocheranno la loro credibilità e sarà poi difficile durante la campagna elettorale far dimenticare agli elettori l’aver votato una legge che ignora il tanto sbandierato (da Monti) principio dell’equità. Gran parte di quel bacino elettorale costituito dagli astensionisti e dagli indecisi potrebbe essere recuperato da un partito capace di opporsi con fermezza alla vergognosa legge di stabilità imponendo modifiche sostanziali nella direzione dell’equità e togliendo anche la fiducia qualora il governo non dovesse accettarle. Ritengo che gli italiani saprebbero apprezzare. Gianni Porzi, casalecchio di reno (bologna)

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