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Ci sono antiberlusconiani e antiberlusconiani

Gentile Direttore, ritengo che gran parte degli italiani possano essere suddivisi in coloro che criticano l’operato di Berlusconi con obiettività e buon senso, quelli che sono “berlusconiani inossidabili” e quelli “antiberlusconiani viscerali”. I primi, molto probabilmente, sono coloro che in larga misura sono passati nelle file degli astensionisti in quanto delusi dalle promesse fatte da Berlusconi e non mantenute (in parte per sue colpe e in parte perché gli “apparati dello stato” hanno fatto forte resistenza al cambiamento). I secondi sono per lo più gli “anticomunisti senza se e senza ma” che vedono ancora in Berlusconi il salvatore dell’Italia post tangentopoli, la persona che 20 anni fa salvò l’Italia da Occhetto, e non si sono ancora resi conto che oggi non può più rappresentare quell’esigenza di cambiamento allora largamente diffusa nel Paese e oggi ancor più forte. Chi sono invece gli antiberlusconiani viscerali? Dalle reazioni di alcuni di mia conoscenza ritengo appartengano alla pericolosa categoria degli invidiosi. Infatti, sulla base della mia esperienza sono persone colte (tutte laureate), con redditi che consentono una vita agiata, sono perlopiù quei pseudointellettuali radical chic appartenenti alla media borghesia. Ma perché sono così violentemente antiberlusconiani? A mio avviso perché sono tormentati dall’invidia, sentimento devastante che genera odio e che nasce dal fatto che pur provenendo da famiglie non dissimili da quella di origine di Berlusconi, non sono riusciti a raggiungere il successo e la ricchezza del Cavaliere (e forse anche invidiosi delle avventure in campo femminile, sempre se le notizie giornalistiche sono veritiere). Poi nascondono questo sentimento di profondo odio, dietro il fatto che Berlusconi non ha fatto nulla per il Paese, ma solo per se stesso, che non è credibile anche a livello internazionale, grazie anche al famigerato bunga bunga, etc. Ma la verità è che sono tormentati dall’invidia, tant’è che appena sentono solo fare il nome di Berlusconi, diventano rossi in volto, cambiano perfino l’espressione del viso e alzano progressivamente la vece per poter affermare il loro antiberlusconismo, come se dovessero espellere un bubbone che li tormenta. Il loro argomentare non è mai pacato, ma trapela un odio non tanto verso il politico Berlusconi (essendo ormai tramontata la sua stella), ma verso la persona. Costoro non riusciranno a liberarsi da questo enorme peso (a volte l’invidia è ammirazione segreta) fintanto che Berlusconi sarà su questa terra e non è un caso che, in occasione della statuetta lanciata contro il Cavaliere, sentii qualcuno rammaricarsi per il fatto che era sopravvissuto. Questi individui, che hanno poi il coraggio di definirsi democratici, vedrebbero volentieri penzolare Berlusconi in Piazza Loreto. Secondo Miguel de Cervantes “l’invidia è la radice di mali infiniti, verme roditore di tutte le virtù”. Fortunatamente però ci sono anche gli antiberlusconiani intelligenti che legittimamente esprimono la loro contrarietà alle politiche del Cavaliere e rivendicano il proprio pensiero politico con molta correttezza, serenità come ad esempio il giornalista Piero Sansonetti (attualmente Direttore di CalabriaOra) che in genere argomenta le sue opinioni senza che trapeli odio nei confronti di nessuno. Gianni Porzi, casalecchio di reno (bologna)

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