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Avidità dell'Oste

Prima di ordinare il "vino della casa" ne chiedo abitualmente un assaggio (trattasi abitualmente di vini modesti del costo di circa 1 euro massimo-proprio 2 euro, quando acquistati presso il produttore). In data 2 Novembre 2012 a Roma, in Trattoria a Trastevere, l'assaggio è arrivato e riempiva per 2/3 un bicchiere della capacità di circa 250 ml. Dopo averlo provato, giudicandolo sufficiente per una semplice cena a base di pizza con mia moglie, ne ho ordinato 1 litro. E' arrivata quindi al mio tavolo una bottiglia di soli 750 ml al costo dichiarato sul menù di 9 euro [che fanno 12 euro/litro = ricarico di almeno 6 volte]. Ma la vera sorpresa è arrivata al momento della presentazione del conto: costo totale del vino servito in tavola = 15 euro. Quindi, mi si chiedevano 9 euro per la bottiglia da 750 ml [che fa 12 euro/litro] + 6 euro per il bicchiere da 150 ml [che fa oltre 36 euro/litro = ricarico di almeno 18 volte....!]. Naturalmente ho lamentato il tentativo di frode alla dipendente/(proprietaria?) del locale, ricevendo prontamente l'ammissione di avere un poco esagerato. "Bene", ho pensato, vediamo come rimedia alla Sua disonestà.. E poi? in conclusione?: lo sconto è stato di 1 euro e non di 6 euro come mi attendevo confidando in una dignitosa e signorile rinuncia ai sostanziali 20-30 centesimi di costo del vino per la Proprietà. Morale: avidità vergognosa questa dell'"Oste" ma istruttiva dei rapporti tra ristoratori e clienti anche ai tempi nostri. La prossima volta sarò meno dignitoso e signorile anche io e non pagherò i 5 euro per 150 ml di "vino della casa". Anzi ci penserò una volta in più se è giusto non ricevere un servizio/prodotto non conforme al valore del denaro speso. Di questi tempi...

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