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riforma elettorale in alto mare

Esimio direttore, da prima delle dimissioni di Berlusconi che si parla della riforma elettorale, sono passati oltre due anni e nulla di nulla è stato fatto. L'attuale legge elettorale è stata sconfessata dai partiti che l'hanno votata e mi meraviglio che non riescono a trovare un accordo, dal momento che è stata criticata da tutte le parti.Ritengo che non ci sia la volontà politica di volerla modificare, ed i partiti pensano che sia meglio andare a votare con la legge attuale. Non hanno capito nulla e sottovalutano l'opinione degli elettori, e non pensano che questa sottovalutazione sia penalizzante nei loro confronti.Gli elettori vogliono le preferenze, la riduzione del numero dei parlamentari,dei privilegi e dei loro emolumenti.Sino a pochi giorni orsono Alfano asseriva che le preferenze erano una condizione importante della riforma,Berlusconi adesso parla che non devono esserci le preferenze e appoggia, in questo senso, Bersani che dal primo momento era contrario. Asserire che con le preferenze vi possano essere dei voti trsfersali è una cavolata, poichè sono i partiti a nominare i candidati, e prima di farlo deve ben controllare chi vi inseriscono.Secondo me i mammut della politica non vogliono le preferenze perchè hanno paura di non essere rieletti. Vogliono il collegio sicuro.Il Colle qualche tempo fà asserì che conosceva solo il boom degli anni 50/60, dopo le elezioni siciliane penso che si sia ravveduto. Se i poltici continueranno su quest'andazzo, in primavera ne vedranno di belle da rimanere tramortiti.Cordiali saluti.Annibale Antonelli

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