Cerca

L'intervista dei deliri

I deliri di Monti, almeno da quando disgraziatamente lo conosciamo come capo dell'attuale scellerato Governo, sono innumerevoli. Costituiscono una costante di questo individuo, idolatrato dalle sinistre e dal comunista Napolitano. Quasi non si trovano più le parole adatte per descriverne il carattere allucinante. Non dovrebbero quindi stupire più di tanto le enormità della recente intervista al quotidiano economico francese Les Echos: esempi da seguire i governi di Amato e Prodi, orgoglioso della pacificazione della politica italiana, consenso dell'opinione pubblica tanto da farsi rieleggere. Forse non stupiscono, ma per certo rafforzano un sentimento di indignazione verso la persona. Monti, sotto quello studiato aspetto sobrio, è un individuo pericoloso, enormemente ambizioso e di fanatica autostima. "La sua fama La precede" gli si potrebbe dire, quale esponente di quelli che la letteratura economica definisce eufimisticamente "gruppi d'interesse", di fama mondiale quanto ambigua. Advisor di Goldman Sachs, presidente europeo della Trilateral, membro del comitato direttivo di Bilderberg, membro del Council europeo di Moody's (la quotata agenzia di rating che, per chi non lo sapesse, è indagata dal 2001 per aggiotaggio), solo per citare alcuni esempi, così, tanto per gradire. Il discorso diventerebbe troppo lungo per Amato, ma la stima verso Prodi, soprannominato "mortadella", è un debito di riconoscenza per esserne stato il delfino come Commissario Europeo quando Prodi era Presidente della Commissione UE, semplicemente disastrosa. Ed ecco che ritorna l'idolatria delle sinistre, che verrebbero Prodi successore di Napolitano (!). Quanto alla pretesa pacificazione tra i maggiori partiti, è sufficiente seguire un minimo la stampa o assistere ad una qualsiasi trasmissione televisiva di argomento politico, e sentire che cosa si scambiano gli esponenti di Pdl e Pd, per capirne il lato specioso. La possibilità di essere rieletto è forse l'elemento più inquietante: come ri-"eletto"? Monti non è stato affatto eletto, ma "nominato" da Napolitano! Non bastano la convinzione di Uomo della Provvidenza, l'autoincensamento e l'autosantificazione, si arriva a mistificare un dato storico.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog