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La parola alla scuola

Da studentessa dell'ultimo anno di liceo classico, come molti altri giovani della mia generazione, chiedo di essere presa maggiormente in considerazione dalla politica odierna, che concentra le sue operazioni di "ridimensionamento della spesa statale" in modo più evidente proprio sull'istruzione. Sono pienamente a conoscenza del pessimo stato in cui perversa la scuola italiana , la cui causa va ricondotta non solo allo stesso Stato ma anche alle subdole manovre dei sindacati , che invece di mediare tra l'apparato statale e il popolo - ossia la loro funzione originaria- manipolano masse di studenti poco informati e privilegiano quella parte della classe docente non qualificata e fannullona. Perciò avanzo la proposta di riformare la scuola a partire non da un " ddl Aprea" ma da un sistema meritocratico che dia l'opportunità a quei docenti che eccellono nel loro lavoro( e credetemi ce ne sono), di poterlo svolgere.

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