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PALERMO UNA CITTA' IN DECLINIO

Come è triste vedere il declino di una città che affonda insieme al suo timoniere. Il caro sindaco, andando a braccetto con Di pietro (il quale poverino ha le sue belle gatte da pelare), con la presunzione che lo ha sempre contraddistinto, la stessa presunzione un pò radical chic di una certa sinistra storica, ha creduto di tornare a palermo dopo dieci anni di esilio dorato in quel di Roma, convinto di tornare giù nella povera palermo, depredata ed umiliata da otto anni di non governo di un non sindaco e di una non giunta, e ritrovare la stessa città che aveva lasciato. Ma, e qui sta la sua presunzione, sfidando tutto e tutti, inimicandosi il governo centrale, quello regionale e chi più ne ha più ne metta, si è ritrovato solo insieme ai suoi figliocci gesippari, convinto che un pò di casino in città, e un pò di piagnistei da parte sua avrebbero messo le cose a posto. Ma carissimo sindaco, forse tutto preso com'era dai suoi studi, o dalle sue vacanze romane, non si è accorto di come questa città sprofondava nel degrado dei conti e quel che peggio in un degrado morale tale da far assopire i suoi cittadini, da farli assuefare ad ogni malefatta. E lei, invece di creare consenso, di creare un clima di "alziamoci le maniche e lavoriamo tutti insieme", ha iniziato a sparare su questo e su quello, e come ultimo capolavoro ha avuto la lungimiranza di spaccare la sinistra, appoggiando un candidato morto in partenza. Con quale risultato? Di non avere neppure un singolo, misero rappresentante all'assemblea. Illustre sindaco, purtroppo da cittadino palermitano non posso che piangere e disperarmi per le condizioni in cui versa la città, e non posso che disperarmi nel vedere come ormai da mesi quando si parla di palermo si parla solo di Gesip, come se questo fosse il nostro unico problema. Sarebbe più onesto da parte sua ammettere il suo fallimento, il fallimento di una linea politica votata allo scontro che non solo non ha pagato, ma che l'ha isolata e che sta rendendo il suo lavoro, se ancora ve ne fosse bisogno, ancora più arduo. Non si rende conto che la città è stanca di dover sopportare continuamente soprusi, sporcizia, microcriminalità, inefficienze, storture varie ed eventuali? Crede davvero che una città può rimanere ostaggio per mesi per una vertenza? Crede davvero che ai palermitani in questo momento importi di vedere lei che non perde occasione per andare in questo o in quel talk show a pavoneggiarsi come campione dell'antimafia? I palermitani sono stanchi. Sono disillusi. Sono amareggiati. E qualora lei e tutti voi politici non ve ne foste accorti, un'intera generazione si sta spaccando in due. Chi resiste, reagisce e va via. E chi rimane e affonda con questa maledettissima città

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