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Capire il voto e l'onda astensionista

Capire il voto e l'onda astensionista Il comico vince perché i politici sono incapaci di Francesco Gagliardi Domenica 28 ottobre si è votato in Sicilia per il rinnovo del Consiglio regionale e un uragano politico di vaste proporzioni si è abbattuto sulla bella isola. Il vento di tempesta che ha soffiato forte su tutta la Sicilia era a dire il vero da tempo previsto, che si trasformasse in uragano col passare dei giorni francamente nessun politico con l'apparecchio acustico fuori uso se lo sarebbe aspettato. Boom! Il botto questa volta c'è stato ed è stato pure molto forte. All'uragano si è aggiunta una forte scossa di terremoto che ha letteralmente fatto tremare tutta la Sicilia e questa volta l'hanno sentita finanche a Roma. Chissà se il nostro amato Presidente della Repubblica Re George, chiuso nelle stanze ovattate del Quirinale, avrà sentito la tremenda botta proveniente dalla lontana Sicilia. Beppe Grillo se la ride sotto i baffi e pensa già alle consultazioni nazionali della prossima primavera. Tutti i partiti politici tradizionali e le liste personali a loro collegati hanno subito una sonora sconfitta e il quadro politico ribaltato è in subbuglio perché l'atmosfera è carica di tensione. Il 53% degli elettori isolani è rimasto a casa e il vincitore delle elezioni è stato eletto soltanto con il 30% dei consensi con appena 550 mila voti di preferenza sui potenziali 4 milioni e 500 mila elettori. Un vuoto di vaste proporzioni, denso e minaccioso, si è avuto in questa tornata elettorale. In una regione italiana, autonoma e la seconda per grandezza in Italia, più della metà dei cittadini non ha votato e il 18% dei votanti ha preferito il candidato del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, raccogliendo più voti sia del Pd di Bersani sia del Pdl di Berlusconi, cosa mai accaduta prima d'ora. Ha vinto sì Crocetta, candidato del Pd e dell'UDC, però per governare avrà bisogno dei voti dell'ex Governatore Lombardo e di Miccichè perché non ha la maggioranza all'Assemblea regionale di Palazzo D'Orleans. Crocetta ha sì respinto ad urne ancora calde le insinuazioni su un eventuale accordo sottobanco con Lombardo e Micciché, ma il problema della governabilità rimane. E allora? Se non stringerà patti con chi ha ridotto la Sicilia ad un colabrodo e che in questa campagna elettorale lo ha continuamente attaccato, se vuole davvero governare, dovrà fare i conti con i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. Ma loro hanno già respinto una eventuale proposta. Loro staranno all'opposizione. A Crocetta allora non resta che Lombardo e Micciché. Questa prospettiva non so se entusiasmerà il Pd e l'UDC nazionale. E non entusiasma forse neanche Crocetta, il quale ha impostato tutta la sua campagna elettorale alla lotta alla mafia e ai mafiosi e ora, se vuole davvero governare, deve necessariamente trattare con l'ex Governatore che ti ha piazzato addirittura il figlio ancora studente all'Assemblea siciliana e che è stato costretto a dimettersi perché indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Allora la crisi siciliana non è risolta e il voto di domenica non è servito a nessun cambiamento. Crocetta e il Pd se vogliono governare dovranno ancora una volta inciuciare come ha fatto Lombardo nella passata legislatura. Aveva vinto con una coalizione di centro destra, ha governato attraverso i vari ribaltoni con una coalizione di centro sinistra appoggiata finanche dal partito di Fini. Crocetta, il vincitore seppure azzoppato, è euforico. Ha detto :- Questa è la Sicilia che cambia!- Bersani gongola e ha commentato con un sorriso la vittoria di Crocetta:- Per noi si tratta di un risultato storico-. Poveri illusi! Ha ribattuto Matteo Renzi, Sindaco di Firenze e sfidante di Bersani alle primarie del Pd:- Chi oggi gridasse al trionfo e stappasse bottiglie di champagne commetterebbe un errore-. Di storico c'è soltanto il crollo di tutti i partiti tradizionali e la scomparsa definitiva dalla scena politica siciliana di Vendola, Di Pietro e di Fini, malgrado i suoi pro consoli Briguglio e Granata e che nessuno li vuole più come alleati. Alcuni responsabili del disastro della bella isola governata a lungo dal centro destra e poi dal centro sinistra con l'appoggio a Lombardo del Pd insieme all'UDC di Casini e a Fli di Fini non sono stati rieletti. Però, i padri di quel disastro incalcolabile torneranno al potere, nascosti, come ha scritto Travaglio sul "Fatto" :- Dietro la faccia pulita e antimafia di Crocetta, il quale per vincere le elezioni non ha esitato ad allearsi con gli amici di Totò Cuffaro e ora per governare dovrà allearsi con Micciché, amico di Dell'Utri e di Lombardo, o con Musumeci l'ex fascista e amico di Berlusconi -. Bella prospettiva! Le elezioni siciliane si commentano da sole e con poche parole:- E' stato il trionfo degli astenuti e il vincitore morale è stata l'antipolitica col 76%". E' inutile girarci intorno. Il partito più forte oggi in Sicilia è quello dell'astensione, viene poi quel Beppe Grillo che ha fatto ridere i palati più fini dei Palazzi romani con la lunga traversata dello Stretto di Messina e con la scalata dell'Etna, ma che adesso, a voti scrutinati, non fa più ridere, fa riflettere perché ha seminato il panico tra i professionisti spocchiosi ed arroganti della politica italiana. Grillo ha rimescolato le carte ed ha mandato al macero tutti i piani dei suoi avversari. Ha messo davvero spalle al muro il centro destra, il centro sinistra, la sinistra estrema e tutti i voltagabbana della politica, ha tolto la certezza della vittoria alle prossime elezioni politiche a Bersani e Co. E Rosy Bindi non potrà più ripetere come un mantra:- Noi siamo il primo partito e ci candidiamo a governare il paese-. Si candiderà, invece, a governare il paese un giovane attore, un comico, un aizzatore di piazze, un provetto nuotatore dello Stretto di Messina, un esperto scalatore dell'Etna, che a 65 anni suonati crede di essere al Festival di Sanremo ai tempi di Nilla Pizzi o al Cantagiro di quaranta anni fa.Non è una bella immagine. Tutta colpa dei partiti che un anno fa furono costretti a cedere il timone del governo ai tecnici per manifesta inadeguatezza ed ora a cederlo ad un guitto perché incapaci di risolvere i problemi della gente. Badano soltanto ai loro interessi di bottega, si spartiscono il potere e lottano per conservare la poltrona con privilegi annessi e connessi. E gli elettori, a tempo debito, li castigano. Questa è l'Italia che cambia.

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