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Pirvilegi ingiusti nel ddl antidiffamazione

Siamo veramente al ridicolo: nel ddl sulla diffamazione, il giornalista, che nel giro di 5 anni perderà delle querele per diffamazione, oltre alla pena pecuniaria,verrà punito, accessoriamente e obbligatoriamente con l'interdizione professionale da un mese fino ad un anno. I politici, che invece dovessero perdere le querele che intentano, non avranno invece altra pena che quella di dover pagare i propri legali, ma non le spese legali sostenute dal giornalista, perché essendo parlamentari potranno rifiutarsi di farlo senza per questo poter essere perseguiti: godono di un ‘immunità che glielo consente. Perdipiù, casomai dovessero perdere in appello quanto già ottenuto, perché già versato dal giornalista, con la sentenza di primo grado, se disonestamente vogliono, potranno evitare di restituire ciò che hanno incassato, usufruendo dell’immunità parlamentare. E’ un assurdo all’interno di una politica che viziosamente pretende di non rinunciare a dei privilegi legali che non dovrebbero essere più permessi. Le cose da proporre sono due: o ciò che viene versato per sentenza di primo grado rimane in sequestro fino alla fine del processo o sennò ancora meglio giuridicamente ogni politico, obbligatoriamente, rinuncia alla propria immunità in relazione alle querele che muove. Un sogno? Lettera inviata ai Presidenti della Camera e del Senato Francesco Mangascià

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