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ECCO IL PROGRAMMA CHE VOTEREI

Gentilissimo direttore, dopo le prossime elezioni dovrà riprendere l'opera riformatrice di un Governo politico. Ecco il programma che voterei. 1) Giustizia: basta con gli sconti di pena e lo scellerato, nonché iniquo buonismo; i delinquenti sono vezzeggiati e coccolati, le loro vittime umiliate e beffate. Tutto il sistema di amministrazione della giustizia va ripensato e ridisegnato dalle fondamenta, perché l'attuale andazzo ci sta inesorabilmente trascinando verso la legge della giungla e verso la tentazione della giustizia "fai da te". Gli immigrati scontino la pena nei Paesi d'origine. 2) Immigrazione: vanno sigillate le frontiere, con o senza l'aiuto (finora inesistente) dell'Europa, impedendo gli sbarchi, come mi pare facciano, per esempio, Spagna, Grecia, Portogallo e Australia. Perché gli emigranti non attraversano il brevissimo stretto di Gibilterra, scegliendo invece la via molto più lunga verso Lampedusa? 3) Scuola: va controriformata, cancellando le riforme degli ultimi 40 anni. Bisogna recuperare rigore, serietà e anche selettività. E' preferibile avere asini non laureati che laureati asini. Le lauree inflazionate non consentono un'occupazione compatibile con il titolo di studio. 4) Lavoro: bisogna ridare dignità al lavoro manuale, che ora è aborrito, disprezzato e sottopagato. 5) Industria: non bisogna consentire che l'industria italiana venga smantellata per essere portata all'estero, dove la manodopera costa meno; a tale scopo vedo come male minore l'imposizione di adeguati dazi sulle merci di importazione. 6) Euro e politica monetaria: la rinuncia all'euro ci consentirebbe di ritornare in possesso di una banca nazionale e di una politica monetaria (svalutazione pilotata al bisogno) per rilanciare la produzione interna e i consumi interni. Se da una parte la moneta nazionale potrebbe perdere potere d'acquisto verso l'estero, dall'altra riacquisterebbe potere d'acquisto nel mercato interno, secondo un processo inverso a quello che si è verificato con l'introduzione dell'euro (che si è letteralmente mangiato gli stipendi degli Italiani). 7) Famiglia: bisogna rendere compatibili lavoro e famiglia. La donna deve troppo spesso rinunciare alla maternità perché nell'attuale sistema (che va radicalmente ripensato) allevare figli è un'impresa ai limiti delle possibilità umane. 8) Etica sociale: bisogna stabilire delle regole ispirate all'etica nell'ambito del lavoro e del commercio. Va premiato il lavoro produttivo, che costruisce beni concreti, mentre vanno impedite le furberie di coloro che creano ricchezze sulla carta attraverso giochi di prestigio, attraverso la "finanza creativa" e i cosiddetti "derivati", o inventandosi società camaleontiche e fittizie che si trasformano in scatole cinesi per frodare il fisco e riciclare i soldi delle mafie. Questo tipo di crimine oggi è incoraggiato e tutelato. Con i più cordiali saluti.

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