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Fini, martire de chè... ???

Raramente mi capita di essere in disaccordo con il pensiero del Direttore Belpietro, ma nel caso del trattamento riservato al sig. Fini in occasione del funerale di Pino Rauti, il mio giudizio è agli antipodi. Tanto per cominciare, non mi risulta che il bronzeo (nel senso di faccia di bronzo) sig. Fini fosse presente alla cerimonia funebre come rappresentante delle Istituzioni e quindi come Terza Carica dello Stato: sarebbe stupefacente che la Repubblica Italiana rendesse omaggio ufficiale ad un Fascista dichiarato e fondatore di Ordine Nuovo !!!! Stabilito quindi che la presenza del bronzeo suddetto era a titolo personale, non si vede perchè la reazione dei numerosi camerati presenti non avrebbe dovuto manifestarsi in toni piuttosto accesi: personalmente ritengo, anzi, che gli epiteti di cui è stato gratificato siano roba da educande e che la realtà sia stata giornalisticamente edulcorata. Il silenzio che, secondo l'editoriale del Direttore Belpietro, sarebbe stato più assordante di qualsiasi violenza fisico-verbale, avrebbe avuto, al contrario, il solo effetto di legittimare, anche agli occhi degli ex-camerati, i suoi vergognosi comportamenti a livello sia politico sia personale che sono noti a tutti e che quindi mi esimo dal riportare. Penso, infine, che il Direttore Belpietro sbagli nel concludere che il sig. Fini abbia tratto vantaggio dal trattamento riservatogli e che si sia guadagnato sul campo la qualifica di "martire". Non scherziamo! : i Martiri sono una cosa seria e riguardano persone morte o perseguitate per avere tenuta ferma la loro fede religiosa o un'ideologia, quindi lasciamoli stare perchè il bronzeo soggetto certamente non è pertinente. Al contrario, la violenta reazione degli ex camerati, ha costretto il poco nobile soggetto ad eclissarsi anzitempo sgattaiolando furtivamente per guadagnare (questa è l'unica cosa che ha guadagnato) un'uscita secondaria.

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