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9 anniversario strage di Nassiriya

Illustre Direttore, sono il figlio di uno dei carabinieri caduti a Nassiriya-Iraq il 12 novembre 2003. Tra qualche giorno ricorrerà il 9 anniversario della strage e mi piacerebbe raccontare la ma storia attraverso le pagine del Suo quotidiano. Marco Intravaia Alcune informazioni tratte da un'intervista "Marco Intravaia è un giovane uomo dalle idee chiare. Con un patrimonio di valori e ideali saldi. Suo padre Domenico, insignito della ‘Croce d’Onore’ alla memoria, vice brigadiere dei carabinieri specializzato in trasmissioni, aveva 45 anni quando morì a Nassiriya. Era un veterano delle missioni internazionali di pace, la prima a Sarajevo dopo la guerra di Bosnia. Il 12 novembre 2003, quando la cellula kamikaze sventrò la base ‘Maestrale’ che ospitava il contingente italiano, Marco aveva quasi 16 anni. Oggi, nominato Cavaliere da Giorgio Napolitano per meriti acquisiti nel campo del sociale, è assessore comunale con deleghe all’antiusura e all’antiracket a Monreale, vicino a Palermo. Un compito difficile, in prima linea, in una terra tanto meravigliosa quanto martoriata dall’infiltrazione mafiosa. Lui ne parla con orgoglio: "Mio padre mi ha insegnato che se si vogliono cambiare le cose bisogna avere il coraggio di impegnarsi in prima persona. Io ho voluto seguire questo insegnamento e spero di fare la mia parte per contribuire al cambiamento". Domenico Intravaia era un carabiniere semplice e buono che amava il suo lavoro e in particolare le missioni di pace all’estero. Era convinto fermamente che per quella via poteva rendersi utile alla collettività. Una convinzione che ha coltivato per anni. E con lo stesso spirito ha affrontato ‘Antica Babilonia’, scegliendo di partire nonostante noi familiari avessimo cercato di dissuaderlo. Ma per lui era più forte il senso del dovere. Il suo sacrificio per la Patria è un esempio impossibile da scordare."

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